Il nostro uovo di Pasqua

Ah le uova di Pasqua, per noi quest’anno non è semplice.
Cioccolata, zucchero e latte sono diventati alimenti da evitare per un membro della famiglia. Una delle piccole twins deve abbandonare l’idea di tuffarsi in un grande e gustoso uovo di cioccolato, mentre a casa arrivano ovetti e uova di tutti i tipi regalati da chi ancora non sa che Nina è fortemente intollerante.

Cosa fare per smorzare questa situazione?
Ci sono uova da inventare e creare con piccoli lavoretti a portata di bambino per fare alberelli pasquali. Ci sono i conigli da tagliare e colorare come quelle proposte da A misura di bimbo per una caccia all’ uovo colorata e divertente. Ci sono fiori da cogliere per abbellire i cestini delle uova che si portano in chiesa a far benedire.

E c’è un uovo che ha fatto divertire e sorridere tanto i miei bambini. Un uovo magico, impiccione, burlone.

Sembra un uovo vero, proprio come quelli veri, freschi di gallina, sembra come quelli che si mettono nel cestino appunto, da portare in chiesa a fare benedire. Stessa forma, stesso aspetto, stessa consistenza. Al tatto quasi nessuna differenza.

È diventato l’uovo birichino di casa, l’uovo matto, quello che i miei figli definiscono come il ‘matto uovo magico’. È l’uovo che vuole prendere il posto delle altre uova nel frigo, quello che si mimetizza, quello che fa i dispetti e gli scherzi a uova vere che poi saranno buonissime uova alla coque.
Lo trovi spesso in mezzo alle uova fresche, sempre dove non deve stare. A giro per casa, nel guardaroba della mamma, in bagno, la mattina appena ti svegli può capitare che te lo trovi nel letto o per terra accanto al letto. Tutto diventa scherzo con un semplice uovo, l’uovo che cammina, ma la gallina dov’è ?

Tornano a casa da scuola i miei bambini e Ginevra la più osservatrice mentre curiosa si aggira per casa, trova un uovo nel mio bagno, e: “mamma ma che ci fa un uovo nel tuo bagno”? E io con stupore: ‘non sarà mica uscito dal frigorifero, forse ha le gambe, forse c’è una gallina in casa?” Così comincia la caccia alla gallina, e le domande. E tutti e tre a sbirciare un po’ intimoriti e curiosi se per caso qualcuno è passato a fare l’uovo.” Lo lancio ai miei tre bambini e panico, pensano sia vero, cercano di prenderlo con lo spavento di spaccarlo. È uno scherzo che oramai riesce bene, è stato fatto al babbo, alla nonna, allo zio e amici, tutti ci cascano.
Il nostro uovo di Pasqua è lui, l’uovo matto a cui dare ancora un nome. Lo portiamo con noi in vacanza, sia mai che ci venga voglia di fare scherzi a qualcuno!

image

image

image

image

Red Hand Gang, non chiamiamole solo grucce.

Non chiamiamole solo grucce perché a noi di casa sembrano deliziose bamboline da travestire e vestire, da usare per appendere foto o il disegno preferito, per colorare la cameretta, per creare un angolo prezioso e divertente, per appenderci collane o macchine fotografiche giocattolo.

Sono le deliziose e colorate Red Hand Gang e arrivano dall’Inghilterra. Sorridenti faccine in legno di betulla, liscissime e lavorate a mano che oramai sono diventate ‘amichette inseparabili’ nella camera delle mie bambine.

Non hanno ancora un collocamento preciso, perché le due gemelline se le portano a giro per casa, come valigette, come amiche di giochi.

Queste deliziose ‘non solo grucce’ hanno preso vita a seconda di come le abbiamo accessoriate. Noi ci siamo ispirate all’estate per come le abbiamo agghindate.

La hipster e la cocomeraia le preferite di Ginevra, che come dice lei: “mamma, io sono queste due”. Nina sceglie la gita alla spiaggia, più avventuriera e curiosa con al collo una macchina fotografica.

Siamo nella fase del “io sono lei”, avete presente? Anch’io ricordo che da piccola sfogliando un libro e fermandomi su un disegno giocavo al “io sono lei” e ovviamente cercavo di essere tutti i personaggi, animali, oggetti o umani che ci fossero, e tutti nello stesso momento.
Nina e Ginevra sono in questa fase, e appena hanno scartato le Red Hand Gang c’è stato un susseguirsi di ‘io sono lei’. Ovviamente tutte e due puntavano la bambina dai capelli rosa… E Ginevra ha avuto il sopravvento con la conclusione di Nina ed il suo “va bene, io sono quella con i capelli neri, tanto mi piace lo stesso!”.

image

image

image

Sono piaciute e sono diventate inseparabili amiche tra loro e con le mie bambine. Sono faccine dolci, sono colorate e adatte a qualsiasi contesto e colore in camera.

Sono personalizzabili e io ne ho fatto un porta foto.
Grucce? Si certo, ma sono qualcosa di più e guai a rinchiuderle in un armadio, loro fanno parte della cameretta di un bambino.

image

image

image

image

Grucce Red Hand Gang online su Lista-Nascita.
Blusa waves, blusa cocomeri e costume Bobo Choses.
Fascia margherite e occhiali H&M.
Macchina fotografica Numero74.
Fiocco in denim American Appareal.
Quadretto stampa by Tad Lapin, Molly Meg shop online
Nuvolette e stella, MV% Ceramics Design
Ghirlanda cuori Baby Bottega Firenze

All pictures are reserved @threelittlepigs if you want to use that please write me.

Letto, accessori e giochi per una cameretta ‘colore legno’

E se il colore naturale fosse il nuovo fucsia, viola, rosso e blu amato dai bambini?
Difficile, molto difficile.

Sono cresciuta in una casa arredata con i colori del bianco, grigio e nero, oggi questi colori mi appartengono molto, sono la mia firma.

Ho organizzato il mio matrimonio intorno al bianco e nero, il mio salotto è bianco e nero e le pareti grigie, vorrei la coperta del letto di Gregorio bianca e nera come quella di camera mia, di Pia Wallen.

Anche se vivo in questo mood di colori optical, mi lascio affascinare da altre pallette di colori, come l’arancione unito al grigio, l’azzurro e il rosso, il rosa e il verde. I colori fanno bene all’anima, come il bianco, tela sulla quale sbizzarrirsi.

Prendi la cartella colori delle vernici Farrow And Ball, fanne qualsiasi accostamento e ne verrà fuori un successo.

E il colore naturale? Che tanto viene usato nell’arredamento e nei giochi per bambini?

Legno color naturale, chiaro, grezzo, di recupero, un must di questi ultimi anni.

A me fa un effetto positivo pensare ad un mondo ‘fatto di legno’, dove il colore legno vince su tutti gli altri e i colori forti o chiari ne fanno da contorno.

Vivere in un mondo senza materiali sintetici, impossibile. Vivere in un mondo avvicinando i bambini alla qualità e a materiali ecologici e naturali possibile.

image

1. Decal by Shanna Murray 2. Gioco in legno cassa spesa by Howa 3. Sgabello by Kalon studios 4. Stampino ‘made with love’ Mr.Wonderful 5. Appendini alce by All lovely stuff da Molly meg 6. Cesto porta giochi o biancheria by Numero 74 7. Cassettiera by Nobodinoz da Babybottega Firenze 8. Lettino Montessori by Woodly da Family Nation

image

1. Casa delle bambole by Desenfantillages 2. Lettino Rafa kids 3. Bicicletta ‘cresce con il tuo bambino’ by Wishbone 4. Seggiolone design Supaflat 5. Gioco in legno by Milaniwood 6. Abitino in felpa organic by Grey Label

image

image

image

Quattro anni Nina & Ginevra

Organizzare una festa di compleanno non è cosa semplice. Per molti lo è ma per me no. Tutti intorno dicono che sono perfezionista, e quindi per essere perfezionista tutto deve essere perfetto. Leggo nei loro sguardi e tra le parole che forse sono un po’ esagerata e poi faccio delle auto riflessioni che mi portano alla conclusione che invecchiando le cose peggioreranno, diventerò maniacale, e ne potrà diventare una malattia…

Mi ritrovo due gemelle. Una festa doppia. Richieste diverse. Caratteri diversi che a volte si completano, a volte si interscambiano, raramente si sovrappongono. Il rapporto è unico e io ne sono incantata.

Una che vuole la festa delle principesse e l’ altra che la vuole dei super eroi. Discutono, parlano e si confrontano su come vorrebbero la festa dei quattro anni. Ed eccole arrivare verso di me, soddisfatte, una corre più veloce dell’ altra per arrivare prima di fronte a me, appiccicata alla gamba destra una e l’altra per non essere da meno attaccata a quella sinistra. La gara tra le due per chi parla prima e come al solito Ginevra, per il suo tono di voce più alto, predomina su Nina che con fare sottomesso ma fiero annuisce alle frasi della sorella.
“Mamma abbiamo deciso, vogliamo due torte. Una rosa e una viola. Una della cincipessa e l’ altra per Nina del cincipe.” E Nina a quel punto prende la parola e dice “si, mamma. Ma la festa la facciamo come quella dell’ altra volta che davano le spille con i nomi…”.

Dunque, fare una festa si, farla bella anche, ma quando devono compiere un anno, al massimo due. Dai tre anni deve scattare il family party, tranquilli in famiglia, una torta e via. Perché a questa età cominciano con lista degli invitati, decidere il tema, le torte, i giochi e ogni giorno che passa, prima di arrivare al giorno atteso, chiedono “mamma, ma l’hai scritto Francesco? E Olivia? E la maestra? E lo zio? E la nonna?” E poi “mamma quando è la mia festa? È oggi oppure domani?”. Tutti i giorni da quando siamo entrati nel mese di settembre…

Adesso Gregorio mi sta martellando con la sua che sarà a Gennaio, vuole che faccia liste di nomi, che prenda note sui temi più vari, dai dinosauri ai cavalieri.
Si aspettano tutti una festa piena di colori, attività, torte di castelli principeschi e di draghi sputa fuoco. E ogni volta a fine festa mi dico, adesso è l’ ultima festa che faccio! Capisco che è un po’ colpa mia se accade tutto questo…

La mattina del giorno 27 settembre, giorno del compleanno, alle ore sette e trenta Nina e Ginevra arrivano a svegliarci.
Euforica per il loro compleanno, nonostante fosse sabato e di solito il sabato cerchiamo di dormire un po’ di più, canto tanti auguri, le strizzo, le abbraccio, le bacio, le infilo sotto le coperte e gli dico “avete quattro anni!!!”.
E loro, ovviamente d’accordo l’una con l’altra, rispondono molto convinte “No mamma, ora non abbiamo quattro anni, ma tre. Quattro anni dopo la torta e le candeline!” Vai a spiegargli che oggi è il giorno in cui sono nate e che quando sono uscite dalla pancia non hanno mica spento delle candeline…ci ho provato, ma poi ho mollato e mi è piaciuto il loro pensare.

Quindi la festa c’è stata, rosa e viola le torte di I pasticci di Trilly che il giorno della festa abbiamo decorato insieme con cuori, cavalli alati e principesse, i cupcakes sempre suoi buonissimi e rigorosamente al cioccolato, la tavola addobbata con i soliti colori che amano le femminucce, le decorazioni di Merimeri come il bellissimo e scenografico castello, e di MyLittleDay come i palloni di carta sul vetro, i fiori bellissimi portati dalla nonna, la pignatta di mia creazione a forma di corona e di cui ne vado molto fiera…
Il principe per Nina però no, no l’ ho trovato, e lei mi ha fatto intendere che sulla torta andava benissimo cenerentola ovvero una principessa con il vestito azzurro. Così me la sono cavata.
Inoltre regali bellissimi, i sorrisi dei bambini e la loro felicità immortalata dalla fotografa Silvia Bianchini, la presenza oramai fissa di Caduta Libri che come al solito ha fatto appassionare i bambini con la storia “una principessa piccola così, ma…” E a seguire un laboratorio che prevedeva, la costruzione di un arco, delle caramelle, una moneta d’ oro, uno specchio di cartone, un pettinino, tutto avvolto ad un fagottino da portarsi a casa. Stupendo!
I sacchettini dei saluti con dentro sorpresine che sono andati a ruba. I famosi ‘favoure party bags’ che adorano i bimbi e riempiti di gadget presi da Mylittleday e arricchiti da qualche smarties colorata.
A conclusione di tutto e con una stanchezza abbastanza pesante assisto ai litigi e discussioni su chi avrebbe preso la maschera oro, blu, o d’argento dai sacchettini dei saluti… No comment.
Ma a letto la sera prima di addormentarsi e sperare nella nanna del buio più lunga di tutte quelle passate mi sono sentita riempire di frasi sdolcinate tutte per me, abbracci, carezze e baci.

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

All pictures are reserved by Photographer Silvia Bianchini e Three Little Pigs.

Complicità e giochi tra gemelle, un pomeriggio tutto nostro.

Sono passati tanti giorni dal mio ultimo post, e quando ci avviciniamo alle vacanze sono come sommersa da mille impegni. Tutto di corsa, alla velocità della luce, per definire le ultime questioni prima di lasciare l’ Italia.

Ma oggi voglio parlarvi delle dinamiche di gioco che si instaurano tra le mie bambine. Che sono gemelle ora mai si sa, che non mi piace chiamarle gemelle forse non tutti lo sanno. Ma il loro gioco lo definirei “gemelliano”.

Un gioco che no ha bisogno di giochi, perché il loro gioco e’ un modo di scherzare e di interndersi tutto loro. Il loro gioco si basa sulla complicità, sull’ ammiccarsi a vicenda, sul capirsi al volo, sul capire le debolezze e le forze dell’ altra. A volte capita di sentire un pianto o un lamentarsi sul fatto che una è stata spinta dall’ altra o che l’ altra è stata la prima a spingere e così via.

Spesso sono giochi di ruolo i loro. Sono giochi di una mamma che va a prendere la figlia a scuola oppure capita che una fa la sorella bebe’ e l’ altra è quella grande. Le sento per casa camminare alla ricerca di un posto appartato, un posto segreto come il guardaroba del babbo, in cui giocare e parlare e ridere forte. Le trovo sedute per terra a fare finta di guidare una macchina, apro la porta e mi ammiccano sorridendo “mamma stiamo giocando che io sono la mamma e accompagno Giulio a scuola, lui va all’ asilo”. Poi mi vedono vicino a loro che magari piego un golf e Nina, alla fine se ci penso è sempre lei, mi dice tirandomi un po’ i vestiti: “mamma facciamo che te sei solo la mia mamma? E Ginevra è la sorella grande?”. E così giochiamo noi tre.

Oggi che Gregorio era dall’ amico del cuore, ci siamo un po’ divertite tra di noi, perché ogni tanto ci vuole, perché fa bene a me a Nina e a Ginevra.
So che sarebbe giusto separarle un po’ e ogni tanto l’ho fatto, il laboratorio per una e poi per l’altra, la spesa con la mamma oggi tocca a Nina, poi sarà il turno di Gregorio, poi toccherà a Ginevra, ho cercato di ritagliare tempo per ciascuno di loro, e gli è piaciuto fino a che non hanno cercato di venire con me fuori casa in coppia.
Dunque ho un po’ mollato la presa…
Adesso credo che ci vorrebbe di nuovo, ma è così bello vedere il loro gioco unico, complice, a volte delicato perché si rivolgono l’ un l’altra chiamandosi “amore”. “Amore vieni, amore così non si fa, amore stai tranquilla ci sono io”.

E’ bello anche vederli giocare tutti e tre insieme ed ecco che Gregorio prova a dettare le sue regole che da principio vengono seguite con attenzione dalle sorelle, poi abbandonate e sovrastate dalla loro complicità… un gioco tra fratelli che a volte dovrei filmare per ricordarmi cosa si dicono, come lo dicono, per ricordare le loro espressioni che cambiano con la loro crescita.
I modi di dire, le imitazioni mie e del babbo, cose sentite dai grandi e ripetute a modo loro, momenti e frasi da memorizzare in testa e scrivere per essere ricordate e raccontate a loro quando crescono.

Così, in un pomeriggio che ero a casa sola con Nina e Ginevra, mi è venuta l’ idea di chiamare la mia amica Silvia, per immortalare uno di quei momenti magici tra loro.

THE KIDS ARE ALL RIGHT

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image
image

Gli abiti indossati da Nina e Ginevra sono di Nice things Mini (Bibs negozio abbigliamento Bologna) le matriosche in bianco e nero di Wee Gallery (dall’ e-commerce Family Nation) il poster ‘the kids are all right (molly-meg shop online di Londra).

Photographer Silvia Bianchini

Bibs Bologna

Family nation for Wee gallery

‘The kids are all right’ molly-meg