Halloween in collina. Halloween e i Three little pigs

Anche quest’ anno ci siamo fatti prendere dalla festa di Halloween.
Quando si vive in un paese, ciò che ci circonda, a mio parere, diventa più autentico, più partecipativo, si diventa come una grande famiglia.
E davvero ringrazio chi ha reso me e miei Three little pigs impegnati in questa avventura di Halloween anche quest’anno. Quindi grazie a Silvia e a tutta la Sosta del Rossellino per avere anche questa volta pensato al concorso de ‘la zucca più spaventosa’ che ha animato il paese tutta la settimana, tra tagli di zucca, votazioni, preparazioni, eccitazione e curiosità dei bambini.

Abbiamo cominciato con la zucca il martedì.
Gregorio ha fatto progetti e disegni per creare la zucca più spaventosa da presentare a La sosta del Rossellino, mentre le due sorelline si sono limitate a dare piccoli suggerimenti su dove posizionare ragni e denti e a constatare che a loro la zucca non faceva tanta paura. Una collaborazione a quattro, che ha spaventato il babbo al suo ritorno dal lavoro.

Giunto alla sua terza edizione quest’ anno il concorso prevedeva una spaventosissima zucca fatta da genitori e bambini. La nostra non ha vinto ma ci siamo divertiti e impegnati a fare insieme qualcosa di super spaventoso.

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Prima di andare a constatare che la nostra zucca non avrebbe vinto (ce ne erano davvero di spaventose) abbiamo passato una parte del pomeriggio a giocare a fantasmini, veramente una piccolissima parte, visto che i miei lenzuolini non erano poi costruiti alla perfezione e i buchi per gli occhi continuavano a spostarsi ovunque.

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Così prima di uscire di casa qualche cicatrice dipinta sul viso per essere in tema mostri, streghe, fantasmi e zombie, e lasciarci alle spalle il pessimo costume da fantasma creato da me…

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Giunti a La sosta del Rossellino, tanti bambini e genitori ad assistere alla premiazione. Se volete vedere chi ha vinto cliccate qui.
A seguire la lettura del libro “l’orco che mangiava i bambini” proposta da Caduta Libri che ho letto con molta partecipazione e mimata da Tania (caduta libri) nei panni dell’orco mangia bambini!

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C’erano i super mostruosi biscotti e pasticcini di ‘I Pasticci di Trilly’ che hanno deliziato i palati dei più piccoli. Occhi di mostri, dita della strega, fantasmini, biscotti di zucca, ossa di scheletro.

Come promesso l’ anno scorso qui, abbiamo proseguito la serata con dolcetto scherzetto, e poi tornati a casa per un’ ottima cena in compagnia di amici.

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All pictures are reserved ph Silvia Bianchini & threelittlepigs

Quattro anni Nina & Ginevra

Organizzare una festa di compleanno non è cosa semplice. Per molti lo è ma per me no. Tutti intorno dicono che sono perfezionista, e quindi per essere perfezionista tutto deve essere perfetto. Leggo nei loro sguardi e tra le parole che forse sono un po’ esagerata e poi faccio delle auto riflessioni che mi portano alla conclusione che invecchiando le cose peggioreranno, diventerò maniacale, e ne potrà diventare una malattia…

Mi ritrovo due gemelle. Una festa doppia. Richieste diverse. Caratteri diversi che a volte si completano, a volte si interscambiano, raramente si sovrappongono. Il rapporto è unico e io ne sono incantata.

Una che vuole la festa delle principesse e l’ altra che la vuole dei super eroi. Discutono, parlano e si confrontano su come vorrebbero la festa dei quattro anni. Ed eccole arrivare verso di me, soddisfatte, una corre più veloce dell’ altra per arrivare prima di fronte a me, appiccicata alla gamba destra una e l’altra per non essere da meno attaccata a quella sinistra. La gara tra le due per chi parla prima e come al solito Ginevra, per il suo tono di voce più alto, predomina su Nina che con fare sottomesso ma fiero annuisce alle frasi della sorella.
“Mamma abbiamo deciso, vogliamo due torte. Una rosa e una viola. Una della cincipessa e l’ altra per Nina del cincipe.” E Nina a quel punto prende la parola e dice “si, mamma. Ma la festa la facciamo come quella dell’ altra volta che davano le spille con i nomi…”.

Dunque, fare una festa si, farla bella anche, ma quando devono compiere un anno, al massimo due. Dai tre anni deve scattare il family party, tranquilli in famiglia, una torta e via. Perché a questa età cominciano con lista degli invitati, decidere il tema, le torte, i giochi e ogni giorno che passa, prima di arrivare al giorno atteso, chiedono “mamma, ma l’hai scritto Francesco? E Olivia? E la maestra? E lo zio? E la nonna?” E poi “mamma quando è la mia festa? È oggi oppure domani?”. Tutti i giorni da quando siamo entrati nel mese di settembre…

Adesso Gregorio mi sta martellando con la sua che sarà a Gennaio, vuole che faccia liste di nomi, che prenda note sui temi più vari, dai dinosauri ai cavalieri.
Si aspettano tutti una festa piena di colori, attività, torte di castelli principeschi e di draghi sputa fuoco. E ogni volta a fine festa mi dico, adesso è l’ ultima festa che faccio! Capisco che è un po’ colpa mia se accade tutto questo…

La mattina del giorno 27 settembre, giorno del compleanno, alle ore sette e trenta Nina e Ginevra arrivano a svegliarci.
Euforica per il loro compleanno, nonostante fosse sabato e di solito il sabato cerchiamo di dormire un po’ di più, canto tanti auguri, le strizzo, le abbraccio, le bacio, le infilo sotto le coperte e gli dico “avete quattro anni!!!”.
E loro, ovviamente d’accordo l’una con l’altra, rispondono molto convinte “No mamma, ora non abbiamo quattro anni, ma tre. Quattro anni dopo la torta e le candeline!” Vai a spiegargli che oggi è il giorno in cui sono nate e che quando sono uscite dalla pancia non hanno mica spento delle candeline…ci ho provato, ma poi ho mollato e mi è piaciuto il loro pensare.

Quindi la festa c’è stata, rosa e viola le torte di I pasticci di Trilly che il giorno della festa abbiamo decorato insieme con cuori, cavalli alati e principesse, i cupcakes sempre suoi buonissimi e rigorosamente al cioccolato, la tavola addobbata con i soliti colori che amano le femminucce, le decorazioni di Merimeri come il bellissimo e scenografico castello, e di MyLittleDay come i palloni di carta sul vetro, i fiori bellissimi portati dalla nonna, la pignatta di mia creazione a forma di corona e di cui ne vado molto fiera…
Il principe per Nina però no, no l’ ho trovato, e lei mi ha fatto intendere che sulla torta andava benissimo cenerentola ovvero una principessa con il vestito azzurro. Così me la sono cavata.
Inoltre regali bellissimi, i sorrisi dei bambini e la loro felicità immortalata dalla fotografa Silvia Bianchini, la presenza oramai fissa di Caduta Libri che come al solito ha fatto appassionare i bambini con la storia “una principessa piccola così, ma…” E a seguire un laboratorio che prevedeva, la costruzione di un arco, delle caramelle, una moneta d’ oro, uno specchio di cartone, un pettinino, tutto avvolto ad un fagottino da portarsi a casa. Stupendo!
I sacchettini dei saluti con dentro sorpresine che sono andati a ruba. I famosi ‘favoure party bags’ che adorano i bimbi e riempiti di gadget presi da Mylittleday e arricchiti da qualche smarties colorata.
A conclusione di tutto e con una stanchezza abbastanza pesante assisto ai litigi e discussioni su chi avrebbe preso la maschera oro, blu, o d’argento dai sacchettini dei saluti… No comment.
Ma a letto la sera prima di addormentarsi e sperare nella nanna del buio più lunga di tutte quelle passate mi sono sentita riempire di frasi sdolcinate tutte per me, abbracci, carezze e baci.

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All pictures are reserved by Photographer Silvia Bianchini e Three Little Pigs.

Le ‘emozioni’ per i bambini? I libri sono di grande aiuto, ecco come affrontarle.

Ultimo mese a scuola e che fatica! Il caldo è scoppiato e la voglia di vacanza aumenta. Tante cose da organizzare prima della partenza oltre oceano.

Ma di scuola oggi voglio parlare. Di ciò che è accaduto al suo interno, dell’ attenzione e premura verso i bambini, della realtà di casa che si respira in questa scuola situata su una collinetta di Firenze, a Settignano. Di noi genitori che ci conosciamo tutti, chi più chi meno, di una realtà di paese che mi affascina e dal quale non vorrò venire via…
Adesso si guarda a come è andato l’ anno della materna, se le bimbe essendo gemelle e sempre insieme hanno interagito con altri compagni e poi, con nostalgia, tanta nostalgia, guardo la classe di Gregorio, i suoi compagni con cui ha condiviso tanto, tra i quali ha trovato un miglior amico, e con i quali è riuscito a condividere tanto e che, ahimè, dovrà salutare perché lui l’ anno prossimo sarà in prima elementare…
Ma veniamo al punto di questo post, le emozioni!
Quest’ anno i bambini di due sezioni della materna hanno partecipato ad un laboratorio che mi sta tanto a cuore.
Chi mi segue sa già che cosa penso sulle emozioni e sul fatto di parlare con i nostri figli di ciò che provano, per farli sfogare, per fargli capire che esistono sentimenti che si possono provare e con cui bisogna fare i conti, che vanno capiti che è giusto sentirli nostri ma che è importante anche saper gestire e sfogare.

E qui si inseriscono le ragazze di Caduta Libri, che hanno presentato un progetto bellissimo sulle emozioni a noi genitori e alla scuola che con grande entusiasmo e’ stato apprezzato e accolto da tutti.
Caduta Libri oramai sta diventato a Firenze un punto di riferimento per laboratori e altro, ne ho parlato spesso nel mio blog, sempre con tanto entusiasmo perché ai miei three little pigs piace e piace tanto anche a me. Caduta Libri è un’ associazione di quattro mamme che si occupa di laboratori per bambini, partendo da un libro per arrivare a creare insieme qualcosa con materiali di riciclo e altro. Quattro mamme insieme con tanta passione per i libri e l’ arte.
Tania, che si è occupata della stesura e del controllo psicopedagogico dei programmi, mi ha accennato al comportamento delle mie gemelline.
Alcuni dei quali mi hanno sorpreso.

Una serie di incontri un giorno a settimana nel quale affrontare temi come la paura, la rabbia, la meraviglia, l’ amicizia.

Tania mi spiega così :“Si parte dalla lettura di un libro per passare a delle piccole attività ludiche e dare corpo e scacciare le paure infantili. Per esempio la creazione di una maschera scaccia mostro o il passare attraverso una scatola di cartone buia e piena di cose sconosciute.
Le 4 emozioni primarie che tratteremo sono: paura, gioia (amicizia/amore), rabbia e meraviglia alternandole in questo modo.

La cosa più importante è prendere sul serio i bambini perché sappiano che hanno diritto ad avere timori, rabbie ed esplosioni di gioia.

Paura di rimanere da soli in casa, al buio, paura di un rumore forte, paura che la madre o il padre se ne vadano e non tornino mai, che arrivino gli extraterrestri…
Reazioni di ansia e di paura sono condizioni emotive molto diffuse sia nei bambini che negli adolescenti. Si tratta di esperienze universali, riscontrabili in varie culture, aventi carattere perlopiù transitorio, ma che talvolta possono evolvere in un vero e proprio disturbo psicologico.
Le paure infantili sono alimentate molte volte dagli stessi adulti, dai loro racconti e dalle loro minacce di abbandono o di far venire il lupo o l’uomo nero “se fai il cattivo”. La via per aiutare il bambino a superare uno stato di ansia non è certo quella di minimizzare o, peggio ancora, di deridere i suoi timori, ma quella di creargli intorno un’atmosfera di serenità e di sicurezza.

Questo intende fare Caduta Libri riguardo alle paure ma anche per le altre emozioni. Dare ad ogni bambino, attraverso l’ascolto di bellissime storie lette con empatia e giochi emozionali, la possibilità di esprimere i propri sentimenti e rafforzare l’autostima per comunicare e relazionarsi con i pari e gli adulti in un contesto di pace.”

Alcuni dei disegni di Nina e Ginevra sulle emozioni

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Di seguito tre dei sette libri scelti da Caduta Libri che trattano temi come:

‘Il litigio’ raccontato tramite il libro di Claude Boujon dove si legge di due conigli che vivono vicini di tana e sempre andati d’ accordo. Ma un giorno litigano, litigano e litigano fino a che una brutta avventura li farà tornare amici.
Interpretazione di Caduta Libri? Quando la rabbia sale ce ne vogliamo liberare al più presto, ecco un gioco con i compagni per liberarsi il più velocemente possibile da pallone di rabbia infuocate…

‘La rabbia’ dal libro di Mireille D’Allance “Che Rabbia!” Roberto torna a casa dopo una brutta giornata, risponde male al papà e non vuole mangiare gli spinaci, la rabbia aumenta sempre più fino a materializzarsi. Roberto capisce quanto dannosa può essere la rabbia…
Tania mi dice a proposito “Cosa accade quando la rabbia ci assale all’ improvviso? Usiamo un foglio-bambino che abbiamo tra le mani e vediamo cosa può accadere…”

‘L’ amicizia’ dal libro di Leo Lionni “Alessandro e il topo meccanico” che le ragazze di Caduta libri hanno interpretato provando a far descrivere amico accanto e cosa sono le cose che gli piacciono o meno fare. Giochi che non si possono fare da soli, il telefono senza fili e indovina quale animale sono…

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Ammetto che Gregorio ha voluto in tutti i modi che gli comprassi il libro ‘Che rabbia!’ un giorno in libreria, lo tiene tra i suoi preferiti e ogni volta mi racconta che lui sente la rabbia quando il suo migliore amico gli dice “non sei più mio amico”.

‘E poi è primavera’

La primavera è proprio arrivata, giornate calde di sole, giardini in fiore, fiori di tutti i colori e sorrisi che vedo stampati sulle facce della gente.

E ieri da Babybottega qui a Firenze Nina e Ginevra l’ hanno sentita in pieno questa primavera! Con il laboratorio di Caduta Libri si sono avvicinate a scoprire la natura grazie al libro ‘e poi è primavera’ ed babalibri.

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Dopo un lungo inverno, un ragazzino e il suo cane decidono di voler cambiare tutto quel marrone che vedono in giro. Così si mettono a scavare, seminare, giocare, aspettare… e aspettare… e aspettare… finché tutto quel marrone prende una sfumatura di verde, un verde pallido ma pur sempre verde e poi, all’improvviso… è primavera!

Un libro che scandisce bene i tempi delle stagioni e ci insegna ad osservare, ad essere pazienti e a scrutare bene ciò che accade intorno nei segni della terra.

A seguire come sempre il laboratorio che ha visto le mie bimbe insieme ad altri piccoli cimentarsi nella creazione del vasino per accogliere dei semini di lenticchia che presto dara’ vita ad una deliziosa piantina. Ed ecco quindi ad incollare ritagli di giornale su un vasetto di yogurt da appendere sul balcone o in cucina oppure in mezzo ai fiori di un giardino.

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Tutti i bambini contenti e alla fine e’ stato come una piccola festa tra palloncini e caramelle. Grazie

Insegnare a volere bene

Febbraio sta finendo e ne sono un po’ contenta, non amo il mese di febbraio, lo trovo un po’ triste, freddo, corto, e poi non amo la festa di San Valentino. Non l’ ho mai amata. Non amo la festa dei fidanzati e fidanzatini in cui l’ amore sembra esplodere e ci si deve amare per forza, donandosi tutti i cuori del mondo, nei cioccolatini, nei peluche, nei quadretti e nelle foto, nei biglietti di auguri, nei regali sdolcinati. Ma febbraio quest’anno è stato utile per parlare di sentimenti con i miei figli e del sentimento a cui tengo di più il voler bene.

Penso sia fondamentale parlare d’amore con i nostri figli, parlare di rispetto, di generosità, di affetto, di aiuto reciproco, di valori.
È importante per aiutarli a crescere nella società di oggi, (e qui dovrei aprire una parentesi sui miei timori circa la fase adolescenziale che un giorno noi genitori dovremmo affrontare, ma ci saranno altre occasioni). È importante crescereli insegnando a volere bene. Questo mi è stato insegnato, donare agli altri e volere bene, questo cerco di fare con i miei figli. E febbraio in questo mi ha aiutato.

Spiegare a loro cosa vuol dire volere bene non è facile, quindi l’ho chiesto a loro direttamente cercando poi di indirizzarli a capire il vero significato. Gregorio, più grande, ovviamente risponde per primo, e dice “dare tanti baci e abbracci alla mamma e al babbo”. Nina e Ginevra guardano il fratello un po’ con sfida… e dicono in coro ” dare carezze”. Direi che ci siamo, che come partenza non è poi così male. Adesso però è il momento della generosità, e del donare agli altri e volere il bene degli altri.
A tale proposito il libro ‘L’ albero’ di S. Silverstein ne è un forte esempio perché racconta di un albero che dona tutto se stesso per far felice quel ragazzino che giocava con lui in passato e che diventato grande e pieno di pensieri e desideri non gioca più con lui ma chiede e chiede senza donare niente e senza preoccuparsi piu dell’ albero. (Per chi mi segue anche su facebook sa bene quanto ci tengo a questo libro).
La fine della storia è commuovente perché l’ albero nonostante tutto ciò che accade è felice, come noi genitori con i nostri figli.
Grazie ad un laboratorio fatto qualche giorno fa con Nina intorno a questo libro (al negozio di Baby Bottega qui a Firenze e organizzato da Rossella di Caduta Libri e chi mi segue sa la mia passione verso il lavoro di queste ragazze) abbiamo imparato a fare un albero con rametti veri, e a parlare del voler bene. Un albero molto generoso e pieno di amore che poi a casa Nina ha insegnato a costruire ai suoi fratelli con molta soddisfazione e contenta spiegava: “quest’ albero non ha le mele ma i cuori!”

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Ecco che quindi ho pensato ad un gioco da fare con i miei little pigs quello dei buoni propositi e delle buone azioni cercando di far preparare ad ognuno una merenda per l’altro conoscendone i gusti e le preferenze. Un gioco tra fratelli per conoscersi meglio e aiutarsi reciprocamente.

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