Poudre Organic la magia del cotone bio.

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Chi ama la delicatezza del cotone bio e della mussola di cotone morbida e leggera come me non può non mettere tra i marchi preferiti per bambini Poudre Organic.
Mi ha conquista subito; al primo sguardo mi sono innamorata dei toni delicati e poi dei tessuti che al tatto sono davvero morbidi, leggeri e traspiranti.
Sul mercato oramai dal 2014 è stato creato da due mamme molto attente ai temi dell’eco e della comodità per i più piccoli che con la loro passione e gusto hanno fatto aumentare il marchio anno dopo anno. E questa collezione PE 2017 ne è la conferma!

Amo il cotone bio e le sue qualità; la coltivazione e la fase di trasformazione non prevedono l’utilizzo di pesticidi e sostanze chimiche che potrebbero essere controindicati per chi soffre di dermatiti o allergie. Il cotone biologico lascia respirare la pelle evitando dunque il rischio di irritazioni cutanee.

Adesso che la primavera è alle porte e il sole scalda le nostre giornate, mi viene voglia di mezze maniche, di giallo abbinato al bianco o al verde, di un prato fiorito in discesa sul quale correre insieme alle mie tre creature, fino a che le nostre gambe non reggono più e il nostro respiro si fa sempre più affannoso. I colori tenui di Poudre Organic mi fanno pensare a questo e alla voglia di stare all’aria aperta ad inseguire il volo leggero di farfalle colorate.

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Non solo abiti e accessori da 1 mese a 8 anni ma anche accessori per il lettino, come i bellissimi copri piumini nelle stesse nuance della collezione abbigliamento.
Ogni tessuto è tessuto con polvere di cotone organico da agricoltura biologica per una produzione europea del 100%. provare per credere, Made in Portugal.
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Caro padre di bambina.

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Caro papà, padre di bambina, di femmina, di ragazzina adolescente, di neonata appena arrivata alla luce, a te caro papà rivolgo queste parole.
Non so se avevi in mente di volere una femmina, non so neppure se lei era desiderata o è arrivata semplicemente quando meno te lo aspettavi, fatto sta che sei padre, padre di una meravigliosa, splendida femminuccia.
Ti osservo spesso, padre di femmina, ti studio un po’ e ti guardo con i miei occhi che osservano il mondo per scrutare e capire da quale parte stiamo andando.
Tutti i padri non sono uguali, ci sono quelli autoritari, quelli amiconi, quelli permissivi, quelli dolci, quelli che neppure sanno dire “ti voglio bene”, ci sono padri che nemmeno giocano con i figli, padri che tornano stanchi dal lavoro e hanno tempo solo per riposare, padri che mettono la moglie al primo posto e si dimenticano di avere dei figli, padri che si mettono in ginocchio per consolare con una carezza, padri che neppure sanno di avere dei figli, padri che abbandonano, padri che picchiano, padri che abbracciano, padri diventati padri per errore, padri che amano alla follia tanto da non avere un attimo per se stessi.
Tu a quale padre appartieni?
Tu padre di femmina hai la ben che minima idea di cosa voglia dire essere una femmina? No, secondo me no!
Oppure pensi di saperlo, ma ti sbagli di grosso.
A meno che tu non sia un padre delinquente, che non ama i propri figli o che semplicemente non ha voglia di dedicarsi a loro, sappi che essere padre di una femmina è esattamente come essere padre di un maschio.
Non sopporto questa distinzione di genere, questo essere maschi e poter fare ciò che si vuole, questo essere femmina e non aver concesso niente o poco. Non sopporto quando alla femminuccia di casa ti rivogli con parole dolci e con una vocina tutta ‘piccicci e cocò’, quando ti prodighi con le braccia che diventano più lunghe del normale per darle un semplice abbraccio, quando a lei dai il bacio della buonanotte più sdolcinato e lungo possibile, e al lui lanci un semplice “buona notte” accompagnato magari da una carezza volante.

Sono stata cresciuta con la frase “loro sono maschi” e io ero la femminuccia di casa che se ne stava in camera sua a piangere quando tutti là fuori, amici e non, fratelli e non, uscivano e avevano la libertà. Libertà che ho conosciuto solo quando le cose le facevo di nascosto dai genitori con quello che ora è mio marito, padre dei miei figli e che all’epoca era il mio “ragazzo nascosto”. Avevo 21 anni età oramai matura per la società di oggi.
Ho sempre avuto la testa sulle spalle, ho sempre cercato di seguire ciò che era giusto e non seguire ciò che era sbagliato, ma poi ho ceduto, ho mentito ai genitori, perché solo così potevo sentirmi anche io un po’ libera come loro, come i miei amici e fratelli. Sono stata amata molto, coccolata, viziata nel ricevere affetto, ancora mia madre si preoccupa tanto per me, ancora ci teniamo per mano se passeggiamo insieme. Sono stata amata e fortunata ad avere una famiglia come l’ho avuto, sono stata però molto protetta e molto controllata, trattata come un fiorellino delicato.

“Diventrai maggiorenne a 21 anni” mi diceva mio padre quando avevo compiuto i 18 e mi dette la possibilità di festeggiarli insieme ad amici. Per me era un traguardo importante, per me era un modo per conquistare un pizzico di libertà.

Oggi pagherei oro e darei un braccio e anche di più per rivedere e risentire la voce di mio padre che mi rimproverava per un rientro a casa in ritardo, per una carezza o per stare semplicemente abbracciati davanti alla televisione. Da lui, per me grande uomo di cuore e di generosità, ho avuto amore, tanto, un amore forse tropo protettivo, un amore al femminile, un amore diverso da quello dato ai maschi di casa. Con loro giocava a calcio, li prendeva in braccio e li faceva volare in alto, a me dava affetto, mi raccontava la storia della buonanotte, quella di quando lui nuotava con i delfini in mare.

Non mi pento di certo di tutto l’amore e affetto che ho ricevuto, mi sono sentita dire che ero viziata, che ero la femminuccia di casa, e so che il mio essere stata viziata non era legato al materiale, perchè i giochi si ricevevano solo a Natale e al compleanno, ma all’affetto ricevuto. I figli vanno viziati di amore, ne sono certa, si dice e lo penso anche io che “l’amore salverà il mondo”, ma l’amore va dato in parti uguali, allo stesso modo, la stessa carezza dolce e lo stesso bacio della buonanotte vanno dati con la stessa intensità sia al maschio che alla femmina, a tutti i figli, allo stesso identico modo.

Una cosa mi preme, cerca caro padre di dare lo stesso amore sdolcinato al maschio e alla femmina, loro sono uguali, sono persone con le stesse esigenze. Sono i caratteri che sono diversi, come tu caro padre hai il carattere diverso da tua moglie o dalla tua compagna o da qualsiasi altra persona, anche loro sono diversi, ma ti prego, non rimproverare solo il figlio maschio se sbaglia, fallo anche con la femmina, ha lo stesso diritto di essere sgridata come un maschio e di essere amata come suo fratello.
A te caro padre chiedo di non fare errori, o almeno prova a non farli, chiedo di non fare distinzione di genere, chiedo se puoi di cercare di capire lui quanto fai con lei.

Quella femmina che hai tra le braccia, che ami come la cosa più preziosa al mondo, che credi non possa sfuggirti di mano mai, amala come il tuo altro figlio, non farla vivere in una campana di vetro, mettila di fronte a ciò che non è poi così bello e prezioso, perchè lei è forte e saprà affrontare le difficoltà come meglio credi, dalle fiducia.

|BOOKTREE| Quando gli alberi non hanno più foglie e raccontano storie.

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Quando porto fuori il cane, nel gelo di questo ventoso Gennaio, coperta fino alla punta del naso, osservo gli alberi, non ‘i sempre verdi’ che sembrano scaldarsi dalle foglie, ma quelli spogli, dai rami rinsecchiti, che sembrano stiano lì ad aspettare una sciarpa, un berretto o un pezzetto di coperta. Nel buio poi della sera, mi fanno rabbrividire ancora di più. Eppure è la natura, è fatta così. Il vento e il gelo che li gnuda e loro che resistono con forza.
Loro, alberi spogli, nudi e infreddoliti mi hanno fatto ricordare che esiste un albero particolare e speciale, un albero senza foglie, un albero magico pieno di pesi e libri da sfogliare.
Si tratta dell’albero libreria di Kostas Syrtariotis. “Il suo lavoro spesso parte direttamente dal prototipo, avendo come comune denominatore l’uomo e i suoi sentimenti, uniti spesso ad un pizzico di ironia”.

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Sicuramente un pezzo di design già visto in passato, esposto a Milano per il fuorisalone 2013 a Kidsroomzoom, è un oggetto di design che racconta storie. Su di esso libri e oggetti diventano i protagonisti di storie da raccontare.

“Libri, giornalini e tutto quello che serve sugli alberi di legno di varie forme e colori; uno accanto all’altro, creano un bosco nella stanza”. Marie claire.it
“C’era una volta una bambina che, munita di annaffiatoio, versava dell’acqua in un angolino della sua camera, si sedeva sulla sediolina e attendeva che nascesse un albero. Fu così che un giorno l’albero nacque: ma era un albero speciale. Niente foglie sui suoi rami. Solo libri.” Booksblog.it

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Si chiama Booktree ed è una libreria che si arrampicata sulla parete, sui suoi rami puoi mettere libri, oggetti, ricordi, e trasmettere tutta la tua dolcezza.
Costruita in legno massello da artigiani, Booktree dona con il suo carattere lineare e rigoroso, discreto ed elegante una piacevole sensazione all’ambiente intorno.

Non è l’unica libreria fatta ad albero in circolazione, ma questa è quella che amo di più! Un bosco naturale a portata di mano in legno massello, in tre finiture: Frassino, Ebano e Tineo.
100% riciclabile ed atossico.
Si assembla in 10 min e si appende al muro con sole 2 viti.

|Pitti Bimbo 84| Dance Off | Balla e ti dirò chi sei

Pronti a ballare? Magari ci scaldiamo un po’ con questo nevischio e gelo che sta cadendo sulla città di Firenze.
Dance Off è il tema di quest’anno, ballare ovunque, ballare sempre, ballare per emozionarsi, ballare per distrarsi, ballare in famiglia, da soli, in gruppo, ballare dentro o fuori, ballare e ballare per capire quale musica siamo e a quale stile apparteniamo.

Balliamo nella sezione kids, con passi di danza puntati su brand nuovi e stranieri, su progetti nati con il cuore che continuano a far parlare di sé edizione dopo edizione, su installazioni consolidate, visto il successo della scorsa edizione. Pitti Bimbo si allarga ancora e lo fa ballando!

Uno dei progetti presentati che oramai sono un must da vedere è senz’altro quello di Unduetrestella DESIGN WEEK, che ogni anno ci conquista con la sua passione per il design e le cose belle, per gli spazi che avvolgono il tanto amato mondo del design per bambini, con una preziosa anticipazione di quella che sarà la più ampia selezione presentata al Fuorisalone a Milano (4-9 aprile 2017). Arte, design e creatività si uniscono secondo il claim Don’t stop per sottolineare la forza dell’infanzia e quanto noi adulti siamo responsabili nella crescita dei più piccoli in questo mondo contemporaneo.

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Unduetrestella presenta in questa sede il progetto CUCULA Refugees Company for Craftsand Design da Berlino. “Cucula” è una parola del linguaggio dell’Africa Occidentale che riassume un concetto prezioso ovvero “fare qualcosa insieme” e contemporaneamente “prendersi cura l’uno dell’altro”. CUCULA è un progetto che aiuta i rifugiati a costruire il loro futuro professionale attraverso il design. I pezzi unici di design vengono realizzati nel laboratorio berlinese dai profughi che, grazie alla collaborazione di designer e pedagogisti, imparano un mestiere nuovo. Il punto di partenza è stato il progetto di Enzo Mari Autoprogettazione con i suoi elementi di design come la sedia “Bambino” esposta in questa edizione di Pitti Bimbo.

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Altre novità di Unduetrestella: la versione “mini” del brand italiano Pijama che in questa occasione presenta la nuova linea di cartelle e zainetti per i più piccoli con i tessuti della collezione estiva 2017; dalla Polonia, Pani Pieska con la collezione animaletti tutti fatti a mano in un piccolo laboratorio sulle montagne di Bieszczady.
Continua inoltre la collaborazione con i bellissimi marchi: Alicucio, Nidi, Ocarina mp3, Puella Petite, Studio delle Alpi, MAsking Tape e Linea Mamma Baby. Quest’ultimo presenterà nuovi prodotti per tutta la famiglia come l’intimo baby, i solari SPF 30 e 50+ e il doposole.

Andiamo avanti, perché è sicuramente da vedere la parte dedicata agli Editorials, due grandi pareti al piano inferiore del Padiglione Centrale dove prodotti lifestyle internazionali e italiani vengono raggruppati insieme da uno stesso filo conduttore. Si parla di viaggio con Mini Traveller, il viaggio inteso come sogno e come percorso, dalla mascherina per far finta di dormire alle guide per scoprire il mondo attraverso gli occhi di un bambino, dalla valigia per i piccoli al passeggino all’avanguardia.

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Si parla anche di Pet Family perché gli animali oramai sono parte della famiglia, a loro vengono dedicati prodotti di design, a loro ci si ispira, loro sono parte integrante delle nostre vite.

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Inoltre, Kartell Kids torna a Pitti con la sua collezione dedicata al mondo del bambino presentando un’installazione speciale con la collaborazione della food blogger Chiara Maci. Sei ricette in esclusiva per il brand, ciascuna abbinata a un prodotto della linea kids. Storie gustose per curiose creazioni: è questo il cuore di #casamaciloveskartell.

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Novità di questa edizione è FANCY ROOM lo spazio dedicato al lifestyle del bambino: design di piccoli accessori, gadget e tecnologia. Nel Padiglione Centrale, al piano inferiore, uno spazio-isola dove trovare una serie di oggetti speciali e divertenti dove il filo conduttore è la creatività. Mia preferenza personale: il brand Design letters con le sue cups e bicchieri “letterina” rigorosamente black and white già visti e selezionati a Maison et Objet; il brand Luckyboysunday per i suoi personaggi bizzarri raffigurati sugli accessori come i cuscini e coperte; Noe et Zoe per le sue stelle fluo e il cotone organico; Lullaby Road per glia accessori, cappelli e sciarpe in lana merino; Enfance Paris per la composizione naturale al 100% dei prodotti da bagno; Lapin and Me per le deliziose bamboline e lampade dal gusto vintage.

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Altra novità la sezione THE NEST, in collaborazione con il concept lab berlinese Little Pop Up, dedicata a piccoli brand indipendenti, nati da poco o ancora poco conosciuti nel mercato italiano e che hanno le carte in regola per diventare grandi! Occhi puntati su: Garbo&Friends per accessori e tessile dal gusto decisamente raffinato; Grace baby and Child per l’abbigliamento e l’attenzione ai materiali e alla qualità senza dimenticare la classicità di un tempo; Lieblinge, scarpette nate secondo la filosofia che è bene camminare a piedi nudi, per il design accattivante e l’ottima qualità di materiali; Kalinka per la maglieria in lana merino prodotta a mano dal gusto retrò; Mara Mea per le borse dedicate al cambio dei neonati che diventano zaini e shopping bag, per i vestiti che durano anche dopo la gravidanza da indossare il giorno o la sera e dal gusto etnico.

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Continua anche quest’anno la collaborazione con BOLOGNA CHILDREN’S BOOK FAIR presentando il progetto “The Extraordinary Library”. L’universo della moda in 100 gioielli editoriali che Bologna Children’s Books Fair ha selezionato per Pitti Bimbo 84. “The Extraordinary Library”, una libreria particolare che raccoglie al Padiglione Centrale una selezione di volumi di case editrici d’eccellenza provenienti da tutto il mondo. 100 perle editoriali che Bologna Children’s Book Fair ha selezionato per i visitatori di Pitti Bimbo. Libri illustrati che sono incanto per gli occhi, pagine che suscitano stupore e meraviglia.

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Ah! E poi? Due marchi Gray Label e Tiny Cottons che a me stanno a cuore per il design e per la morbidezza dei tessuti, si affacciano per la prima volta a a Pitti! Io ballo, e voi? Seguitemi su Instagram questo giovedì se avete voglia di ballare con me…

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La bellezza del Natale è stare in |FAMIGLIA|

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Prendo questa foto dal mio profilo instagram, perché è dietro a questa porta che abbiamo passato la maggior parte delle nostre vacanze di fine anno.
Vacanza lunghe, quelle di Natale, da cui è sempre difficile uscire sopratutto quando ci si abbuffa come me su panettoni avanzati che i bambini e il marito non mangiano e adesso mi domando quanto sarà dura perdere quei chili in più sui fianchi e sulla pancia… Ma ci penserò un’altra volta perché devo ancora finire quei deliziosi Turdilli calabresi che mia mamma ci ha portato e gustarmi i cioccolatini della Befana!

Bando ai dolciumi…Come avete passato le vacanze?
Qui è arrivato il freddo pungente, tanto che Gregorio dopo averlo provato sulla faccia domenica scorsa ha deciso che è molto meglio starsene a casa al calduccio a giocare, vedere film e pattinare per casa (nuova mania che accomuna tutti e tre i fratelli) invece di congelarsi la faccia!
Tale madre tale figlio… Odio il freddo, non amo andare a sciare in pieno inverno, non riesco a sopportare i piedi gelati, il naso che cola di continuo, la bocca indolenzita e quasi anestetizzata. E pensare che tra più di un mese andremo in Lapponia…Brrrrr, e chiuderò un occhio per la bellissima occasione di vedere l’aurora boreale!

Vado avanti con la mia riflessione su questo periodo di vacanze che, oltre ad averci offerto prelibatezze culinarie come i nostri tradizionali tortellini fatti in casa, dolci portati da amici, e dolci tradizionali da parte di mia mamma, mi ha fatto riflettere su quanto avessi bisogno e voglia di stare in famiglia, di godere di tutti e 4 + 1 (cane), di godere del nostro rifugio. Il camino acceso, le lunghe mattinate in pigiama, il darmi una mano nelle faccende di casa, il gioco dei mimi pieno di grasse risate, il gioco della scuola quasi tutte le mattine in cui ero la maestra severa, e poi i film, quelli classici da vedere in famiglia come “Tutti insieme appassionatamente” che li ha conquistati, tanto da ritrovarci ogni tanto a canticchiare, chi più chi meno ricordandosela la canzone ‘Do se do qualcosa a te, Re il Re che c’era un di…’

Ovviamente ho avuto i miei momenti di stanchezza. Tutti e tre i bambini a casa dalla mattina alla sera, senza più un aiuto e con il babbo che lavorava. Stancante ma appagante. E poi il via vai di amici con bambini, cene organizzate e pranzi improvvisati, lo stare in compagnia ed accogliere nel nostro nido i più cari amici e parenti.

Mi piace fare i pensierini su ciò che si è appena concluso, non faccio più di tanto propositi perché poi non sono buona a mantenerli, ma il guarduare indietro e riflettere per poi migliorare o semplicemente ricordare sì. Ah quanto mi piace!
Guardo al 2016, appena concluso in bellezza con la nascita della mia nipotina, e penso a: i dieci anni di matrimonio che abbiamo festeggiato; i traguardi e gli insuccessi e su questi ultimi mi dico che me ne farò una ragione; le vacanze estive e a quanto ci siamo divertiti; quante volte li assillo ripetendo sempre le stesse cose, punto sul quale mi devo migliorare; le urlatine di troppo che mi scappano ogni tanto.
Ripenso a quanto, in un solo anno, siano cresciuti i miei bambini. I pensieri sempre più ragionati, gli atteggiamenti da più grandi, il parlare più ricco di vocaboli, il confidarsi sempre di più con me e il rendermi partecipe di piccoli segreti, i dispettucci che aumentano per cercare attenzione.
Non so come si evolveranno in questo 2017, so solo che continuerò ad insegnare ai miei figli a voler bene, ad essere coraggiosi e generosi, ad aiutare il prossimo, a volersi bene tra loro perché è sul rapporto tra fratelli che si può sempre contare, a non essere egoisti, ad ascoltare gli altri e se stessi per conoscere e per conoscersi.

Ogni tanto affiora nella mia testolina la voglia di un altro figlio, e mio marito lo sa bene, lui è titubante perché sostiene che gli equilibri familiari ne potrebbero risentire, un po’ lo sono anche io, avvicinandomi ai 40 mi rendo conto che la spensieratezza e incoscienza di un tempo non c’è più, ci sono più timori e preoccupazioni, e il vivere alla giornata non fa più parte della mia personalità. Ma so che ho te, caro Giovanni, padre meraviglioso, giocherellone più dei tuoi figli, persona giusta e corretta, mio grande amico e compagno. So che su di te potrò sempre contare e forse è anche questo che mi spinge ad allargare la famiglia. Se ciò non accadrà andrà bene comunque e andremo avanti noi cinque insieme.
Mi piace essere mamma, amo vivere nel mondo delle loro piccole conquiste, mi piace ascoltare le litigate tra fratelli e il vedere come uno di loro cede per il bene comune, amo vedere la passione per una disciplina, amo il poter ballare il sabato mattina e cantare a squarcia gola con loro, amo la fase iniziale fatta di momenti intimi tra madre e figlio, quella successiva di esplorazione del mondo circostante, quella dei primi rapporti con gli amici, degli Yuppiiii per la concessione di un cioccolatino o di una caramella e poi il saltellare camminando, atto di estrema gioia e spensieratezza fanciullesca.
Mi ritengo una mamma fortunata e appagata e per me ancora oggi la cosa più importante è essere Noi, essere Famiglia, il nucleo nel quale rifugiarsi e sentirsi protetti, il luogo accogliente dove ripararsi dal freddo, per poi ritrovarsi sempre anno dopo anno. Questa è la bellezza del Natale che abbiamo trascorso. Natale è godersi la famiglia e gli affetti. Buon duemiladiciasette.