Complicità e giochi tra gemelle, un pomeriggio tutto nostro.

Sono passati tanti giorni dal mio ultimo post, e quando ci avviciniamo alle vacanze sono come sommersa da mille impegni. Tutto di corsa, alla velocità della luce, per definire le ultime questioni prima di lasciare l’ Italia.

Ma oggi voglio parlarvi delle dinamiche di gioco che si instaurano tra le mie bambine. Che sono gemelle ora mai si sa, che non mi piace chiamarle gemelle forse non tutti lo sanno. Ma il loro gioco lo definirei “gemelliano”.

Un gioco che no ha bisogno di giochi, perché il loro gioco e’ un modo di scherzare e di interndersi tutto loro. Il loro gioco si basa sulla complicità, sull’ ammiccarsi a vicenda, sul capirsi al volo, sul capire le debolezze e le forze dell’ altra. A volte capita di sentire un pianto o un lamentarsi sul fatto che una è stata spinta dall’ altra o che l’ altra è stata la prima a spingere e così via.

Spesso sono giochi di ruolo i loro. Sono giochi di una mamma che va a prendere la figlia a scuola oppure capita che una fa la sorella bebe’ e l’ altra è quella grande. Le sento per casa camminare alla ricerca di un posto appartato, un posto segreto come il guardaroba del babbo, in cui giocare e parlare e ridere forte. Le trovo sedute per terra a fare finta di guidare una macchina, apro la porta e mi ammiccano sorridendo “mamma stiamo giocando che io sono la mamma e accompagno Giulio a scuola, lui va all’ asilo”. Poi mi vedono vicino a loro che magari piego un golf e Nina, alla fine se ci penso è sempre lei, mi dice tirandomi un po’ i vestiti: “mamma facciamo che te sei solo la mia mamma? E Ginevra è la sorella grande?”. E così giochiamo noi tre.

Oggi che Gregorio era dall’ amico del cuore, ci siamo un po’ divertite tra di noi, perché ogni tanto ci vuole, perché fa bene a me a Nina e a Ginevra.
So che sarebbe giusto separarle un po’ e ogni tanto l’ho fatto, il laboratorio per una e poi per l’altra, la spesa con la mamma oggi tocca a Nina, poi sarà il turno di Gregorio, poi toccherà a Ginevra, ho cercato di ritagliare tempo per ciascuno di loro, e gli è piaciuto fino a che non hanno cercato di venire con me fuori casa in coppia.
Dunque ho un po’ mollato la presa…
Adesso credo che ci vorrebbe di nuovo, ma è così bello vedere il loro gioco unico, complice, a volte delicato perché si rivolgono l’ un l’altra chiamandosi “amore”. “Amore vieni, amore così non si fa, amore stai tranquilla ci sono io”.

E’ bello anche vederli giocare tutti e tre insieme ed ecco che Gregorio prova a dettare le sue regole che da principio vengono seguite con attenzione dalle sorelle, poi abbandonate e sovrastate dalla loro complicità… un gioco tra fratelli che a volte dovrei filmare per ricordarmi cosa si dicono, come lo dicono, per ricordare le loro espressioni che cambiano con la loro crescita.
I modi di dire, le imitazioni mie e del babbo, cose sentite dai grandi e ripetute a modo loro, momenti e frasi da memorizzare in testa e scrivere per essere ricordate e raccontate a loro quando crescono.

Così, in un pomeriggio che ero a casa sola con Nina e Ginevra, mi è venuta l’ idea di chiamare la mia amica Silvia, per immortalare uno di quei momenti magici tra loro.

THE KIDS ARE ALL RIGHT

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image
image

Gli abiti indossati da Nina e Ginevra sono di Nice things Mini (Bibs negozio abbigliamento Bologna) le matriosche in bianco e nero di Wee Gallery (dall’ e-commerce Family Nation) il poster ‘the kids are all right (molly-meg shop online di Londra).

Photographer Silvia Bianchini

Bibs Bologna

Family nation for Wee gallery

‘The kids are all right’ molly-meg