La bellezza del Natale è stare in |FAMIGLIA|

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Prendo questa foto dal mio profilo instagram, perché è dietro a questa porta che abbiamo passato la maggior parte delle nostre vacanze di fine anno.
Vacanza lunghe, quelle di Natale, da cui è sempre difficile uscire sopratutto quando ci si abbuffa come me su panettoni avanzati che i bambini e il marito non mangiano e adesso mi domando quanto sarà dura perdere quei chili in più sui fianchi e sulla pancia… Ma ci penserò un’altra volta perché devo ancora finire quei deliziosi Turdilli calabresi che mia mamma ci ha portato e gustarmi i cioccolatini della Befana!

Bando ai dolciumi…Come avete passato le vacanze?
Qui è arrivato il freddo pungente, tanto che Gregorio dopo averlo provato sulla faccia domenica scorsa ha deciso che è molto meglio starsene a casa al calduccio a giocare, vedere film e pattinare per casa (nuova mania che accomuna tutti e tre i fratelli) invece di congelarsi la faccia!
Tale madre tale figlio… Odio il freddo, non amo andare a sciare in pieno inverno, non riesco a sopportare i piedi gelati, il naso che cola di continuo, la bocca indolenzita e quasi anestetizzata. E pensare che tra più di un mese andremo in Lapponia…Brrrrr, e chiuderò un occhio per la bellissima occasione di vedere l’aurora boreale!

Vado avanti con la mia riflessione su questo periodo di vacanze che, oltre ad averci offerto prelibatezze culinarie come i nostri tradizionali tortellini fatti in casa, dolci portati da amici, e dolci tradizionali da parte di mia mamma, mi ha fatto riflettere su quanto avessi bisogno e voglia di stare in famiglia, di godere di tutti e 4 + 1 (cane), di godere del nostro rifugio. Il camino acceso, le lunghe mattinate in pigiama, il darmi una mano nelle faccende di casa, il gioco dei mimi pieno di grasse risate, il gioco della scuola quasi tutte le mattine in cui ero la maestra severa, e poi i film, quelli classici da vedere in famiglia come “Tutti insieme appassionatamente” che li ha conquistati, tanto da ritrovarci ogni tanto a canticchiare, chi più chi meno ricordandosela la canzone ‘Do se do qualcosa a te, Re il Re che c’era un di…’

Ovviamente ho avuto i miei momenti di stanchezza. Tutti e tre i bambini a casa dalla mattina alla sera, senza più un aiuto e con il babbo che lavorava. Stancante ma appagante. E poi il via vai di amici con bambini, cene organizzate e pranzi improvvisati, lo stare in compagnia ed accogliere nel nostro nido i più cari amici e parenti.

Mi piace fare i pensierini su ciò che si è appena concluso, non faccio più di tanto propositi perché poi non sono buona a mantenerli, ma il guarduare indietro e riflettere per poi migliorare o semplicemente ricordare sì. Ah quanto mi piace!
Guardo al 2016, appena concluso in bellezza con la nascita della mia nipotina, e penso a: i dieci anni di matrimonio che abbiamo festeggiato; i traguardi e gli insuccessi e su questi ultimi mi dico che me ne farò una ragione; le vacanze estive e a quanto ci siamo divertiti; quante volte li assillo ripetendo sempre le stesse cose, punto sul quale mi devo migliorare; le urlatine di troppo che mi scappano ogni tanto.
Ripenso a quanto, in un solo anno, siano cresciuti i miei bambini. I pensieri sempre più ragionati, gli atteggiamenti da più grandi, il parlare più ricco di vocaboli, il confidarsi sempre di più con me e il rendermi partecipe di piccoli segreti, i dispettucci che aumentano per cercare attenzione.
Non so come si evolveranno in questo 2017, so solo che continuerò ad insegnare ai miei figli a voler bene, ad essere coraggiosi e generosi, ad aiutare il prossimo, a volersi bene tra loro perché è sul rapporto tra fratelli che si può sempre contare, a non essere egoisti, ad ascoltare gli altri e se stessi per conoscere e per conoscersi.

Ogni tanto affiora nella mia testolina la voglia di un altro figlio, e mio marito lo sa bene, lui è titubante perché sostiene che gli equilibri familiari ne potrebbero risentire, un po’ lo sono anche io, avvicinandomi ai 40 mi rendo conto che la spensieratezza e incoscienza di un tempo non c’è più, ci sono più timori e preoccupazioni, e il vivere alla giornata non fa più parte della mia personalità. Ma so che ho te, caro Giovanni, padre meraviglioso, giocherellone più dei tuoi figli, persona giusta e corretta, mio grande amico e compagno. So che su di te potrò sempre contare e forse è anche questo che mi spinge ad allargare la famiglia. Se ciò non accadrà andrà bene comunque e andremo avanti noi cinque insieme.
Mi piace essere mamma, amo vivere nel mondo delle loro piccole conquiste, mi piace ascoltare le litigate tra fratelli e il vedere come uno di loro cede per il bene comune, amo vedere la passione per una disciplina, amo il poter ballare il sabato mattina e cantare a squarcia gola con loro, amo la fase iniziale fatta di momenti intimi tra madre e figlio, quella successiva di esplorazione del mondo circostante, quella dei primi rapporti con gli amici, degli Yuppiiii per la concessione di un cioccolatino o di una caramella e poi il saltellare camminando, atto di estrema gioia e spensieratezza fanciullesca.
Mi ritengo una mamma fortunata e appagata e per me ancora oggi la cosa più importante è essere Noi, essere Famiglia, il nucleo nel quale rifugiarsi e sentirsi protetti, il luogo accogliente dove ripararsi dal freddo, per poi ritrovarsi sempre anno dopo anno. Questa è la bellezza del Natale che abbiamo trascorso. Natale è godersi la famiglia e gli affetti. Buon duemiladiciasette.

|Fuorisalone 2016 |Il design per bambini tra arte, arredi, gioco e prodotti bio.

Cominciata oggi la frenesia attorno al salone del mobile 2016.
Una settimana piena di eventi, aperitivi, presentazioni dove il mio interesse si focalizza su ciò che in città è legato al mondo del bambino.
Il kids design con le sue forme e i suoi suoi spazi, in un oggetto o in un progetto, ecco quello che accade in termini di design per bambini, questa settimana, a Milano, dal 12 al 17 aprile.

1. Arte e design da UNDUETRESTELLASTORE.

Cominciamo con il delizioso progetto di Unduetrestella a cura di Paola Noè dal titolo GROW Little: crescere sì, ma poco alla volta.

All’interno del piccolo spazio UnduestrellaSTORE si respira l’arte e il design per bambini con progetti tutti nuovi: dal lettore Mp3 per bambini 100% italiano di Ocarina al tavolo e gli sgabelli Circle del marchio scandinavo Small- Design; dagli animali in ceramica di Dodo Toucan alle creazioni delicate di Puella Petite per arrivare ad Origami la divertente capsule collection double face di design del vestito per bambini Bumoon.
Una vetrina visitabile per bambini e genitori, per conoscere pezzi unici dal fascino hand made, per ascoltare musica e canzoni, per leggere una storia di vita quotidiana, per provare bijoux preziosi in uno spirito di avventura tra arte e disgn.
Dove? Via Gian Battista vico, 1 Milano

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2.Cameretta – design – funzionalità

NIDI torna ad essere protagonista del design per bambini in una location tutta sua, al civico 117 di Corso Garibaldi.
Il brand italiano propone soluzioni funzionali, creative ed originali nella progettazione di arredi e spazi per i più piccoli e presenta la sua nuova collezione di stickers, carte da parati, tappeti, tavoli e pouf.
Per curiosare ecco un’ anteprima di Valentina di @A Misura di Bimbo su steller.

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Si parla ancora di spazio in termini di cameretta e di funzionalità con il brand Lago all’ Appartamento LAGO, Via Brera 30 Milano.
La nuova linea presentata è Kids&young che racchiude un progetto di alta qualità per le stanze di bambini e ragazzi dai 6 ai 30 anni, per accompagnarli durante tutto il processo del diventare adulti. Camerette trasformabili nel tempo, sostenibili, sicure.
Un progetto questo, dedicato allo spazio dei bambini e dei ragazzi focalizzato su arredi di qualità, colorati e semplici per vivere al meglio gli spazi in piena libertà con una particolare attenzione al design.
Un progetto che vede al suo interno la presentazione del Manifesto del toys design per dare uno strumento di orientamento teorico e pratico a tutti coloro che sono impegnati nella progettazione, produzione e distribuzione di prodotti e servizi per i bambini a cura di Luca Fois, direttore del Corso di Alta Formazione in Design del Giocattolo di POLI.design.
TAVOLE ROTONDE: – Il punto di vista del progetto, 12 aprile, ore 16.00 – 18.00 - Il punto di vista della produzione, 13 aprile, ore 16.00 – 18.00

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Da Teo Boutique invece e per gli amanti del metodo Montessori, una piccola selezione del brand Flowerssori, marchio di arredamento per bambini made in Italy che ha lo scopo di rendere i più piccoli sicuri e autonomi nei movimenti. Linee arrotondate e curvature che invogliano ad accarezzare i mobili, a scivolarci sopra. Da vedere in Corso Concordia, 9.

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Da Kdsgn|we were kids in via Pietrasanta, 14 l’ ambiente è allestito da Giorgia e Roberta di Le civette sul comò shop online di design per bambini.
Tra workshop sul design per bambini a cura di Ludum Enjoy e della Ludum Design School uno sguardo ad arredi a misura di bimbo e un focus sul nuovo marchio polacco Kutikai entrato a far parte del panorama arredo di Le civette.

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Il marchio Cybex amplia la sua collezione di prodotti per bambini dedicata all’ On the go introducendo la Parents collection disegnata da Marcel Wanders. Una linea colorata di accessori e arredamento. 12 Aprile, via Savona 43, dalle 18,30 alle 21.

3. Gioco più Design.

Tra design e costruzioni da TONDOMONDO per creare insieme la città ideale.
Tondomondo, negozio di giocattoli eco compatibili, in collaborazione con Masstudio allestisce il proprio spazio-attività con una selezione di giochi MILANIWOOD a tema Design e Costruzione.
In via San Calocero, 27 i grandi e bambini si potranno rilassare prendendosi una pausa dal girovagare frenetico del Fuori Salone. In questo spazio piccoli potranno diventare gli architetti di domani tra costruzioni e workshop dedicati.

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Woody Zoody nasce dall’immaginazione di Giulio Iacchetti e unisce dodici designer in una collaborazione che da vita ad una meravigliosa collezione di animali rigorosamnete in legno. Piccoli oggetti di design che diventano gioco nel loro aspetto astratto e richiamano quella dolcezza tipica dell’ essere bambini. Da Asap Store in Corso Garibaldi, 104.

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4. Design e movimento.

Anche il passeggino diventa di design. E’ il progetto LET’S GO Kids che mette in mostra i più significativi passeggini di importanti brand inserendoli in un contesto minimal caratterizzato da manichini bianchi e grigi e pochi oggetti per far risaltare il colore e le forme dei prodotti in esposizione. Un evento curato da Assogiocattoli, l’associazione di categoria che raggruppa tutte le principali aziende del comparto giocattoli e prima infanzia. (Chicco Artsana, Brevi, Dorel/Quinny, I.Go Distribution/Greentom, Inglesina, Italtrike e Peg Perego)
Dove? Superstudio Più, via Tortona,27.

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5. Bio e Design.

Non poteva certo mancare una sezione dedicata alla sostenibilità e al concetto di Bio.
Con Biodesign4kids si vogliono racchiudere tre nuove realtà dedicate al mondo dell’infanzia con un’ attenta attenzione all’ ecologia e alle materie prime.
Tre punti di vista diversi con un obiettivo comune: i materiali.
Cocò design: biococcole per mamma e bambino nascee dalla passione di Roberta Galantino che dopo tante ricerche e sperimentazioni ha creato una linea di arredi e accessori con la collaborazione di numerose realtà artigiane.
eKoala: piatti, bicchieri e posate in bioplastica, 100% made in Italy e per la prima infanzia.
Bubble&Co: la cosmesi naturale per bambini, una forte passione per l’ecosostenibilità e il bio. Un modo per curare la pelle tutta al naturale.
Dal 12 aprile alle 9:00 al 17 aprile alle 20:00
Zona Lambrate Ventura, Via Massimiano 6/ Via Sbodio 9

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Tema indiani d’America

Conosci una persona, con cui hai tanto in comune: stessi interessi, simili stili, bambini in classe insieme.
E ti trovi, e ti innamori della sua manualità e inventiva, di ciò che da sola crea con pezzetti di legno e seghetto, con lana e cotone, con stoffe ricercate francesi, e inventa e crea nei ritagli di tempo. La sera dopo cena.
Piena di passione e gusto, amante della natura e delle avventure non poteva non creare qualcosa di sorprendente che mi ha conquistato subito!

Metti che lei, mamma di due, con una forte predisposizione al fai da te curato e con stile, organizzi un compleanno per il suo bimbo tutto homemade e per di più in mezzo a boschi e sentieri intorno a Firenze.

Tema? Indiani!!!
E per me è subito amore e ispirazione.

Siamo a Novembre e nel mese di Novembre si festeggia il Thanksgiving, giorno del ringraziamento. Su questa festa ci sono versioni discordanti ma i protagonisti nella storia sono anche i nativi d’America che accolsero i padri pellegrini giunti dall’ Inghilterra, e li aiutarono nella semina e nell’ allevamento dopo un anno pieno di difficoltà e molto freddo.
Quale periodo migliore per organizzare un compleanno su questo tema?

Non vedo l’ora di passare questa domenica in mezzo a sentieri fangosi e osservare l’entusiasmo dei piccoli indiani nell’affrontare prove con archi e frecce, nell’indossare copricapi di piume colorate, nella scelta a sorpresa del nome da indiano che ciascuno sceglierà.

Già penso a Gregorio che entrato nella parte del piccolo indiano racconterà ai suoi amici che il suo papà quando faceva questo gioco ed era entrato nella tribù degli indiani si chiamava “coccodrillo furbastro”. Credo che Greg sia molto fiero di questo nome!(amante dei coccodrilli e furbetto, dote poco nascosta ai nostri occhi).

L’unica incognita della giornata sarà il tempo ma sarei disposta ad affrontare la pioggia per una tale avventura e poi rifugiarsi tutti sotto le tende!

Avevo già parlato qui di un rifugio segreto per i miei ‘little pigs’, e adesso tutto diventa reale e avventuroso.

Sono curiosa di cosa la mia amica avrà preparato, creato e usato per rendere questa giornata magica!

Intanto mi sono immedesimata nel mood ‘indiani nativi d’America’ trovando prodotti che si ispirano a quel mondo.

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1. Top e gonna Beauloves 2. Felpe Picnik-Barcelona 3. Illustrazione da Pinterest 4. Tenda indiani Houseinhabit 5. Felpa con cappuccio Soft Gallery 6. Scarpine Amy and Ivory 7. Travestimento e gioco Smallable toy

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1. Costruisci il tuo arco Seedling 2. Scarpine J.Crew 3. Sacco neonato Ralph Lauren 4. Campo indiani di carta da colorare Calafant 5. Travestimento Ratatam 6. Costruisci il tuo copricapo Seedling

E spippolando su internet alla ricerca di continue ispirazione tema indiani mi sono imbattuta in questi due blog bellissimi!
Davvero poetici e home made.

Da Fringe of the cro

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Da Anness Blog

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Selvaggi in mezzo alla natura è sempre e comunque una buona idea.
Usiamo sempre la fantasia, sarò ripetitiva, ma è l’unica che permette di sognare.

La vacanza estiva dei Three Little Pigs

Adesso che le temperature si abbassano e le stagioni cambiano, e i ritmi sono stati ripresi, abbiamo rimcominciato il tran tran di tutti i giorni e la nostra quotidianità. E ne sono felice!
Abbiamo iniziato un nuovo anno scolastico, in teoria tutto è nuovo e super emozionate.
E finalmente anch’io posso dedicarmi a progetti, a completare la casa, al blog.

Rimettendo a posto un po’ di foto, ripenso all’ estate che si è conclusa, sorrido con nostalgia ai ricordi americani, mi tornano in mente frasi, smorfie, atteggiamenti, giochi dei Three Little Pigs, luoghi, tramonti, cibo, amici, tragitti in macchina, spiagge.
Ripenso insomma alle nostre vacanze, e alla vacanza americana dei Three Little Pigs.

Molti, guardando qualche foto che postavo su Instagram, mi hanno detto “che vacanze meravigliose avete fatto!” La mia risposta è sempre stata “si bellissime, stupende, meravigliose!”.
Poi, a ripensarci, sono state altrettanto stancanti se si parla di fuso orario. Nel volo di andata i bambini non hanno mai dormito, arrivati in California erano distrutti e per fortuna che Giovanni gli ha rieccitati per tenerli svegli fino a dopo cena. Massacrante.
All’ andata è sicuramente andata meglio del ritorno dove abbiamo passato dieci ore di nottate insonni e tanta stanchezza.

La prima settimana in California passa tra fare la spesa e occuparsi solo dei figli, portali in spiaggia, portali a Disneyland, portali a fare sempre qualcosa perché a noi genitori piace entusiasmarli e farli conoscere il posto dove sono nati, perché loro sono americani e devono imparare a vivere e a vedere l’ America.
L’ America e i posti dove il babbo e la mamma hanno vissuto e al quale si voltano sempre con nostalgia.
È stata una vacanza di consapevolezza del territorio e di appartenenza al luogo dove sono nati.

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Così Ginevra mi ha riempito di domande logiche e ben formulate. “Mamma, perché te e il babbo parlate in inglese ma non siete nati in America? E perché io che sono nata qui, non lo parlo?” Ahimè, qui è colpa mia…
Dopo questa domanda la sua voglia di imparare e di cantare canzoni in inglese, di ripetere tutto quello che Emma, la sua cuginnetta di due anni diceva in inglese, e anche ora continua a cantare ‘Ring around the rosie…’, ‘Twinkle twinkle’, ‘Five little monkeys’.

Poi, la più bella vacanza, quella in Messico a San Jose del Cabo, dove sinceramente la stanchezza dei genitori se ne è andata bevendo pigna colada, margaritas e mangiando cibo messicano, di cui adesso ne sento la mancanza.
E i bambini? Già, loro in piscina a mollo quasi tutto il giorno, poi riposino e verso sera il film nella sala cinema della villa.
Così chiedo a Nina: ‘hai mai visto una casa con un cinema dentro?’ E lei: ‘certo mamma, questa!’.
Una casa da copertina, come quelle delle Kardashian quando vanno in vacanza, dove abbiamo respirato l’ odore dell’ oceano, e ci siamo addormentati al suono delle onde.

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Perché avere parenti in America non è poi così male…
Abbiamo passato una delle vacanze più belle perché eravamo riuniti e il luogo era magico. La famiglia americana di mio fratello e noi cinque più mia mamma, totale quattordici persone.
Ci siamo conosciuti di più, abbiamo riso intorno ai bracieri la sera, abbiamo fatto sempre colazione insieme alle 9 in punto (una delle cose a cui tengo di più è la colazione tutti insieme) dandoci il buongiorno davanti all’ oceano.
E i cugini finalmente insieme, vederli giocare e prendersi cura di Emma (la piccola cugina dei Three Little Pigs). Sentire chiamare zio Tommi dai Three Little Pigs, stare accanto a mio fratello e parlare di progetti e del futuro nostro e dei nostri figli. Vedere Giovanni e lo zio Tommi cercarsi per stare insieme e avere quel feeling che a distanza non possono avere. Dire che tutto questo oggi mi manca è dire poco.

Vacanze belle ed entusiasmanti dunque, dove Gregorio ha imparato ancora di più a conoscere l’ oceano, da me sempre temuto. Dove Ginevra ha sviluppato la sua seconda lingua, e dove Nina ahimè ha dormito poco e con la sua caparbietà ha voluto imitare Gregorio in tutto e poi a malincuore rinunciare.

Gregorio ne ha fatte più di tutti.
È il primo, ed è così, il primo fa sempre prima le cose, le fa perché è più grande, perché appena arriva la sua occasione siamo tutti concentrati su di lui. Il nuoto sott’acqua, la pesca a largo dell’ oceano in mezzo a cento delfini a pescare tonni, le corse in macchina sulla spiaggia, il bodyboard a riva, la moto elettrica in giro per il ‘gate’ dove abitavamo, lo skateboard, le partite a calcio davanti a casa, tutti i giochi a Disneyland pericolosi come piacciono a lui.
Nina e Ginevra si sono limitate per la loro età a fare i castelli in spiaggia, a nuotare con i braccioli in piscina, a nuotare con i delfini, a riposare il pomeriggio a fare i giochi per la loro età a disneyland. Ginevra che voleva solo le principesse e Nina solo i giochi da maschi, come i supereroi, o la nave dei pirati, giochi che piacevano soprattutto a suo fratello.

C’ è stato un episodio però nel parco dei divertimenti che ricorderemo e racconteremo alle nostre bimbe spesso.
Nina e Ginevra non arrivavano per un centimetro e mezzo alla sbarra di misurazione che consentiva l’ accesso ai giochi.
E così sono state convinte dal loro papà a mettersi un po’ in punta di piedi. Ecco che è stato il turno di Ginevra, che forse non aveva capito e quindi stando ferma e non accennando neanche un minimo a sollevare il tallone da terra, non ha potuto fare il gioco di ‘cars’ (uno dei miei preferiti). Tocca a Nina e lei con una faccia super concentrata si è avvicinata alla sbarra e con un grande respiro ha allungato un po’ il collo, alzato le spalle e sollevato leggermente i talloni staccandoli dal terreno. E così lei è passata.
Poi Giovanni ha provato ad insistere sul fatto che sono gemelle e che sono alte uguali… Ma niente!
Non vi dico le facce degli americani nel vedere la scena. C’è chi rideva e chi invece era abbastanza sconcertato sul fatto che una regola venisse violata…

Credo che questa vacanza la terranno stretta tra i ricordi.
Gregorio si ricorda bene anche quella di due anni fa quando di anni ne aveva tre e mezzo. Lui si ricorda di ‘Spiderman nero’, ovvero un uomo pelato, con la muta intera completamente nera che si arrampicava su uno scoglio in mezzo al mare in una delle spiagge di Laguna Beach.
Oggi invece alla domanda cosa ti ricordi comincia ad elencare tutti i voli che abbiamo preso, gli aerei grandi e quelli piccoli, le quantità di mirtilli giganti mangiati, il tonno pescato dal suo papà che era però più piccolo di quello pescato dallo zio Richard e poi mangiato a cena tutti insieme, e dice che era buonissimo. Si ricorda la macchina sulla sabbia, il cinema in casa, tutti e dico tutti i giochi di Disneyland, la spada laser di Star Wars.

Nina invece dice che ricorda i salti sul tappeto elastico insieme alla sua cuginnetta, Disneyland e la macchina guidata sbandando insieme al babbo, il gioco del carretto spinto dalla mamma, l’aereo e le lunghe attese, il gioco degli indiani in spiaggia, il Messico e l’ oceano forte e rumoroso, i delfini e nuotare con loro.

Ginevra, ripensa agli smothies giganti, alla ruota panoramica di Newport beach, al ristorante dei granchi, ovviamente anche lei a Disneyland, al cane che avevamo in uno scambio casa e che si chiamava Jazz e con cui giocava, alle corse sulla spiaggia insieme al suo papà, ai giochi fuori casa con il carretto, ai delfini, ai fogli da prendere fuori dalle case in vendita durante le nostre passeggiate(le così dette ‘open House’, passione mia e di Giovanni).

Non so quanto ancora dovranno aspettare per tornarci, fatto sta che facendo programmi per il week end e chiedendo a loro cosa vogliono fare il sabato e la domenica ecco che la loro risposta è andare in America!

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Primo giorno, prima elementare.

Ve lo ricordate il primo giorno di scuola? Vi ricordate di quando la mamma o il papà vi hanno salutato fuori dal portone o cancello della scuola? Vi ricordate i compagni nuovi? Quelli invece che vi siete portati dietro dall’asilo? E le emozioni? Le sensazioni che avete provato? Il primo giorno di scuola non si dimentica. E’ un traguardo, un punto di arrivo e un punto di partenza. È l’inizio di un’ avventura, di un percorso dove ci saranno prove più o meno difficili.

Ecco, il primo giorno di scuola io lo ricordo bene.
Un nodo in gola, una sensazione di dovercela fare da sola, la timidezza nei confronti dei compagni, la ricerca di un’amica, l’insegnante non tanto simpatica che poi ho capito avere per tutti e cinque gli anni delle elementari…, il grembiule nero con il colletto bianco, la cartella rossa, l’ingresso nell’aula alla ricerca di un banco vuoto e poi trovato in terza fila vicino alla finestra. Il saluto alla mamma con un po’ di timore su ciò che sarebbe accaduto. Lei indossava un abito rosso fantasia, gli occhiali da sole e i capelli sciolti. Ricordi che ho ritrovato da poco nella mia memoria, quando Giovanni, mentre pensavamo a come sarebbe stato il primo giorno in prima elementare di Gregorio, mi ha chiesto: “ti ricordi del tuo primo giorno?”.
Ma si, certo! E così ricordi più o meno nitidi ci hanno invaso, ricordi di 30 anni fa ancora vivi in noi.

Oggi Gregorio ha varcato la soglia delle elementari.
Dalla sera prima ha fatto prove a casa con il grembiule e lo zaino, assistito con una forte gelosia mista ad ammirazione da parte delle sue sorelline.
Ha scelto il quaderno per il primo giorno, ha messo un pacchetto di creckers e la borraccia dell’acqua nello zaino insieme all’ astuccio regalato dallo zio, e prima di addormentarsi ha scelto un libro della buonanotte intitolato “la gara di paura”. (Non mi faccio troppe domande al riguardo).

E dopo una mia nottata insonne da ansia pre-elementare, lui, il super eroe Greg si è svegliato felice e abbastanza agitato. Ha scelto i vestiti e persino le mutande più belle, colazione veloce e poi in strada verso scuola. Emozionato, passeggiava saltellando.
Poi arrivati davanti al cancello ho intravisto in lui un nodo alla gola e l’emozione nel suoi occhi. Giunto vicino alla classe la voce prorompente del suo papà che da lontano gli urla :”Greg!!!”. Per incoraggiarlo e per ricevere un ultimo saluto.
Lui si volta e ci fa il suo sorriso migliore, complice con quello del suo papà, gli occhi che gli brillano e il mio cuore si fa piccolo.

Chissà se ricorderà di chi gli ha tenuto la mano per entrare in classe, dell’urlo del babbo che credo tutti i presenti hanno sentito, della mia camicia bianca, delle sorelle che lo saluto con la mano, e la folla di genitori appiccicati come sardine per fare la foto del giorno più indimenticabile dell’ anno.

E mentre lui prendeva il volo, io sono stata tutta la mattina a pensare a cosa avrebbe fatto, dove si sarebbe messo di banco, gli amici “nuovi” che alla materna erano un anno sopra di lui…(abbiamo deciso di mandarlo un po’ avanti essendo di gennaio).

A tutti è capitato di volere essere una “mosca” per vedere tutto, e oggi più che mai l’oro ho desiderato. Avrei voluto essere li in quella classe come una mosca e volare e sentire e vedere.

Finalmente arrivano le 12,30 e lui esce con le mani giunte alla ricerca dei nostri visi. Incrocio di sguardi, il suo sorriso come quello delle nove del mattino e poi la solita frase da mamma: “come è andata?” E lui “non ti racconto niente mamma, ma ti faccio vedere il quaderno!” Già qualcosa….

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