Viaggio lungo con i bambini? Cosa portare in aereo.

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Passeremo le nostre vacanze in California con mio fratello e la sua famiglia: bambini stra ecciati e io pure!
Ma il pre-partenza fa anche a voi l’effetto batticuore?
Da una settimana ho quell’ansia pre che mi assale… E quella vocina poi che dice: hai preso i passaporti? hai stampato i biglietti? e i tappini per le orecchie? la medicina e i rimedi naturali? e poi cosa manca? sarà meglio fare uno di quei post-it che poi non ricontrollo più, oppure quella nota sul cellulare che rimane lì per un anno e oltre, che un giorno riaprirò e dirò :ma pensa cosa mi ero scordata!

Pensare per cinque non è facile, certo è vero che con i bambini più grandi diventa tutto molto più semplice e gestibile a meno che non hai una figlia che è talmente osservatrice da perdersi in aeroporto. Nell’ultimo viaggio transoceanico di quattro anni fa ho utilizzato per lei uno di quegli zainetti adorabili con peluche incorporato e “guinzaglio”.

Cosa che in tutto questo delirio pre partenza non deve assolutamente mancare è lo zainetto dei bambini.
Lo adorano, a qualsiasi età, li fa sentire più autonomi, più responsabili. E’ come un piccolo tesoro nel quale custodiscono segreti e piccoli oggetti a cui tengono, senza i quali si sentirebbero persi. Un tempo in quegli zainetti c’era il peluche preferito, quello con cui dormire, che ha lasciato spazio alla macchina fotografica, al diario segreto, al giochino elettronico…
Mai senza zainetto!

Di certo non farò come Clooney che in aereo per prevenire le urla dei suoi gemellini ha voluto fare un regalo a tutti i passeggeri che viaggiavano con lui: un bel paio di cuffie superinsonorizzate. Noi non siamo Clooney, non abbiamo neonati e non viaggiamo in business… Il fatto è che con i bambini non si può mai sapere, sopratutto quando hai un’altra bambina che se perde il sonno diventa isterica o sovreccitata ed è difficile da controllare!

Tre semplici consigli per genitori e figli che devono affrontare un lungo viaggio in aereo?

1. Decidere insieme ai bambini cosa mettere nello zainetto e cos’è veramente utile portare. Se si lasciano fare troppo da soli rischiamo che infilino tutta la cameretta nello zaino… Da qui tre i consigli, pensare insieme a: snack, intrattenimento, beauty.

2. Il giorno prima della partenza far preparare ai bambini lo zainetto, secondo le indicazioni decise in precedenza.In questo modo si sentiranno autonomi e responsabilizzati oltre che stra ecciati.

3. Svegliarli il giorno della partenza con una canzone che amano tanto, quella diventerà poi la canzone del viaggio e ogni volta che la ascolteranno ripenseranno a quei luoghi e a quelle sensazioni.

Cosa mettere nello zainetto dei bambini?
– snacks, di qualsiasi tipo, come nocciole e mandorle, caramellina e pacchetto di patatine, dal succo di frutta al cioccolatino con sorpresa.
– intrattenimento di qualsiasi tipo! Libri da leggere o da colorare, giochi da tavola di piccole dimensioni, un quadernino per disegnare o appuntare delle piccole frasi, un gioco multimediale.
– un piccolo beauty personale con spazzolino e dentifricio, fazzoletti di carta, igenizzante per le mani, in modo così da farli sentire sempre più autonomi.

E’ anche vero che nei viaggi così lunghi c’è la tv e sicuramente conoscendo la passione dei maschi di casa per i film ci sarà un testa a testa babbo figlio a chi ne vedrà di più, tenendo le palpebre alzate fino all’ultimo battito di ciglia!
Per smorzare anche questo è bene essere preparati su più fronti, innanzitutto mettersi d’accordo con il marito di non esagerare, prevenire i lati deboli e puntare su quelli forti. Ad esempio al maschietto di casa che è appassionato di musica ho preso un librino per bambini sulla storia dei Beatles che lo ha molto incuriosito.

Ecco qualche idea di cosa mettere nello zainetto dei bambini che devono affrontare un viaggio lungo in aereo:

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1. Ocarina Music Player
2. Vegetable Chips
3. Lunch Box
4. Art set by NPW
5. Zainetto Numero 74
6. Astuccio gattino, Emile et Ida
7. Mini games by Djeco
8. Salviette multiuso, Linea Mamma Baby
9. Spazzolino
10.Quaderno Wouf

Natale, tre film per tutta la famiglia.

Non so voi ma io ho un paio di film preferiti da guardare in famiglia…sopratutto durante le vacanze di Natale, e ognuno ha il suo perchè.

C’è quello che sa d’inverno, di coperta di lana pesante sotto la quale rannicchiarsi e stringersi al buio di un pomeriggio domenicale inoltrato. Quello che mi ricorda la mia infanzia, che ricorda i miei natali di bambina, la mia nonna, e le emozioni che provavo e che sentivo e che ogni volta che lo guardo sento ancora oggi! Sarà perchè mi piace guardare indietro (chi mi legge oramai lo sa bene), mi piace chiudere gli occhi e vedermi lì sul divano dei miei appoggiata alla spalla della mamma mentre lei sbuccia una mela rossa farinosa per me! Poi c’è il film che avrei invece dovuto vedere nella mia fase adolescenziale per non farmi carico di sconfitte e delusioni a cui ho sempre dato troppo peso, il film capace di farti vivere di speranza e di leggerezza anche nelle difficoltà della vita.

Ci sono dei film che per me non passano mai di moda, che sono un evergreen e sono quelli come Dirty Dancing o La febbre del sabato sera o Foot loose che nella fase della ragazzina scalpitante passano il traguardo con una medaglia d’oro. Film che sicuramente conquisteranno anche le mie bambine; sono quei film da vedere tra amiche, chiuse in camera a sognare su amori e batticuori, forse su questo un giorno ci sarà un post?

Una cosa mi fa sorridere, che il film che io adoravo da bambina è oggi il preferito delle mie due femminucce di casa.
Lo hanno scoperto l’anno scorso quando tra indecisioni varie e le classiche liti tra fratelli sul genere da vedere e sulla scelta del film ho proposto Tutti Insieme Appassionatamente ” Tutti insieme appassionatamente. Ne è rimasto colpito anche Greg, l’ometto di casa che alla scena della fuga della famiglia Von Trapp si è rannicchiato sul babbo sperando in un lieto fine.

Ancora non abbiamo avuto modo di vederlo noi tre da sole, aspettano anche loro quel momento nostro. Mangiare davanti alla tv, fare “situazione cinema” come capita spesso il fine settimana, cantare le canzoni che già hanno imparato, mimare due o tre passaggi del film, insomma essere noi tre e condividere qualcosa che ci accomuna. Rende felici loro e anche me!

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Film buonista e con un po’ troppe canzoni è tra quelli che per me non passano mai dal dimenticatoio dei film. I costumi, i paesaggi austriaci meravigliosi, la matrigna antipatica (effettivamente nei film una matrigna simpatica non esiste mai), la più piccola dei fratelli che è dolce come lo zucchero come dice Nina…le canzoni, e una Julie Andrews meravigliosa. Un insieme di cose che rendono il film perfetto per la stagione invernale e per ogni Natale, anno dopo anno.

Altro film che suggerisco è Polar Express  Polar Express, nasce come romanzo nel 1985 trasformato in film nel 2004.
Piace molto ai bambini e a chi come me non smette di sognare. Credere nei sogni e nella magia del Natale, credere ancora a Babbo Natale e alla sua capacità di unire tutti quanti in ogni parte del mondo in una notte sola, è la forza di questo film. Perché i sogni non devono smettere mai!
Due sono le frasi di POlar express da tener sempre in testa:

“A volte basta vedere per credere; altre volte invece le cose più reali di questo mondo sono le cose che non si vedono”.

“Un tempo quasi tutti i miei amici udivano la campanella, ma col passare degli anni divenne muta per tutti loro. Anche Sara un Natale scoprì di non riuscire più a sentire quel dolce suono. Sebbene adulto, la campanella ancora suona per me e per tutti coloro che sinceramente credono” Io faccio parte di quella categoria di adulti che alla campanella ci crede ancora e che ogni anno la sente suonare sempre!
E’ un film questo per chi non sa orientarsi nello spirito natalizio e per chi comincia a tentennare sulla veridicità di Babbo Natale. L’anno scorso, per ribadire il concetto che anche noi grandi crediamo in lui e nei sogni ho preso una campanellina da una decorazione dell’albero, l’ ho fatta suonare e ho chiesto se c’era qualcuno che non la sentiva… Non potete immaginare l’entusiasmo nel dire: “La sentoooooo!”.
Ah è possibile acquistare la campanella della renna Polar Express Bell” qui, lo trovo un regalo carino da fare a chi perde le speranze nella magia del Natale, anche ad un adulto come messaggio di non smettere mai di credere nei sogni!

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Altro film a cui tengo molto appartiene al grande regista giapponese Miyazaki. Si tratta di Il mio vicino Totoro” “Il mio vicino Totoro”.
Un omaggio alla natura e al suo rispetto che fa sognare ad occhi aperti grandi e bambini.
In questo film d’animazione il messaggio è chiaro: dobbiamo darci la possibilità di vivere esperienze positive anche se ciò che dobbiamo affrontare è difficile e traumatico. Le paure e le difficoltà che stanno alla base del film non sono quelle di una lotta contro il male inteso come mostro o personaggio armato ma stanno nel cercare di sconfiggere la malattia della mamma delle due piccole protagoniste. I cuori puri delle due piccole bambine ci portano a vivere di speranza, ad essere sempre ottimisti e ad essere complici e amici della natura che ci sta intorno.

Tutti abbiamo la possibilità di sognare e di creare un mondo come più ci piace dove tutto è avventura e felicità e dove, anche nel dramma, niente viene preso seriamente, cosa che dobbiamo imparare dai bambini. Non pesiamo un evento negativo ancora più di quanto non lo sia già, e non prendiamo sempre tutto così sul serio, viviamo di fantasia e leggerezza e facciamo un po’ come ci insegna il nostro amico Totoro, strano animale grosso e tanto buffo che crea divertimento e gioia ovunque. La felicità sta nel ridere, nel diffondere gioia e felicità a chi ci sta vicino ma anche a chi non conosciamo; ridere fa bene si sa e Totoro ne è un esempio per tutti.

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Ho voluto condividere con voi tre film che a me stanno a cuore particolarmente. Il primo perchè è un film di successo, un musical che ha vinto ben cinque Oscar e che mi ricorda la mia infanzia; Polar express perchè oltre ad essere unico nel suo genere (animazione digitalizzata in 3D ma con l’ausilio di attori in carne ed ossa Cit. Wikipedia) porta con sé lo spirito del Natale e il messaggio di credere nei sogni. Totoro perchè oltre ad essere un film di Miyazaki ci insegna a vivere di speranza e a non perderla mai, soprattutto con il sorriso!

E voi? Quali film suggerite per questo Natale?

Top 5 maglioni per il freddo. Lana merino e alpaca il meglio con stile.

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Le prime piogge novembrine sono arrivate, le foglie gialle cadono e lasciano gli alberi spogli e tra poco finirà quella tela meravigliosa di colori autunnali che la natura ci regala.

E proprio con questa malinconia autunnale addosso, di veder sparire una delle mie due stagioni preferite mi riscaldo al pensiero di un dolce e morbido maglione pronto a proteggere da ventate e dal freddo i miei piccoli e non più tanto piccoli bambini.

Capita spesso di toccare maglioni morbidi ma che non hanno niente di naturale; vai a leggere l’etichetta e vedi che la maggior percentuale di tessuto è di acrilico, e lo lascio lì…
Ovviamente la qualità si paga, ma spesso mi capita di comprare ai saldi e online per l’anno dopo, soprattutto per i bambini!

Cinque sono i marchi di maglieria che adoro, che scaldano davvero tanto, utilizzando lane pregiate, come l’alpaca e la lana merino, che scaldano molto di più di un cachemire a tre fili. Ovviamente c’è lana e lana, ma di questi marchi mi fido, perchè ho toccato con mano, conosco le storie che ci sono dietro e la qualità è garantita.

Tutti e cinque si possono trovare su MamaOwl uno tra i miei shoponline preferiti, dove spesso controllo i saldi per non perdere qualche occasione.

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Mormor, marchio danese, scoperto qualche tempo fa. Cercavo un maglione caldo di lana per Gregorio che ricordasse quelli di montagna con i motivi geometrici intorno al collo, come quelli finlandesi. E’ fatto a mano, di alpaca e lo vorrei per me. Mi fa ricordare la cioccolata calda, il camino acceso e l’ odore di cannella che avvolge la casa.

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Esencia, anche esso sposa la filosofia dei prodotti naturali di alta qualità con disegni semplici.
Il brand si appoggia alla capacità artigianale delle donne indigene e degli artigiani delle Ande. I capi sono progettati per la pelle delicata del bambino; anche io due anni fa a causa di una dermatite di mia figlia ho scelto Esencia. I prodotti Esencia sono fatti dalle migliori fibre naturali di alpaca e di lama. Il mio maglioncino preferito è quello con i pois. La foto di Nina Qui

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Fub: anche questo brand è danese. La Danimarca da sempre punta alla qualità legata al bio, alle tinte naturali e ai tessuti privi di sintetici e Fub rappresenta proprio questo. Linee minimal, morbidezza dei materiali e classicità nelle forme rendono Fub amato da tutti. Fub fabbrica gli articoli con tessuti biologici e senza pesticidi, è molto attento all’ambiente e ci tiene a tenere al caldo i bambini con un tocco di stile in più.

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Disana, propone prezzi più contenuti rispetto al mercato sempre puntando alla qualità. Prodotto in Germania ha avuto un aumento notevole della produzione in quest’ultimo anno. Vuoi per la sensibilità delle persone nella ricerca di capi di qualità che ne aumentano la richiesta sul mercato, vuoi perchè Disana si afferma per l’ottimo rapporto qualità prezzo. Fatto sta che è un marchio vincente anche per quello che si legge dal loro sito: “Disana è stata una delle prime aziende a ricevere l’etichetta Organic per i migliori tessuti e l’etichetta Global Organic Textile Standard per molti dei suoi prodotti. Questo segno di qualità è conferito dopo un lungo e ampio processo di certificazione e di prova e indica tessuti organici di altissima qualità ecologica”. Tutto il processo del prodotto segue un’etica attenta alla protezione dell’ambiente; tutta la catena produttiva è rigorosamente controllata, dalla scelta del filo di lana merino alle condizioni lavorative delle persone che lavorano per Disana.
Di bello e di nuovo per la collezione inverno 17/18 c’è il colore giallo e il rosa. Bellissime le giacche e i maglioncini con i bottoni. E per chi ha bimbi piccoli consiglio le meravigliose tutine salopette!

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Waddler, da tempo nella mi lista dei preferiti, da quando per lavoro andavo a Parigi alle fiere di moda e accessori per bambini. Marchio che si ispira alla vita avventurosa della famiglia che l’ha creata (ne avevo già scritto qui).
I capi Waddler sono di alpaca al 100%. L’alpaca è un animale simile a un lama e la loro lana è una delle fibre naturali più calde del mondo ed è morbido come il merino, mantiene i piccoli caldi, è antiallergico e resistente al fuoco (a differenza della sintetica).
Bellissimi i maglioni con il colletto, non ho resistito!

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Educare alla bellezza si può. Baby caring e innovazione a Milano.

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Siamo arrivati quasi alla fine della scuola, e chi sogna le vacanze deve anche pensare e fare programmi per il prossimo anno scolastico… Qualcuno magari comincerà il nido e la scelta non è mai semplice…
Intraprendere una strada, quella che si pensa sia la più giusta per i nostri figli non è mai facile, ci troviamo sempre a dover fare delle scelte per loro e ci chiediamo se stiamo prendendo la decisione giusta.

Di fronte c’è adesso una strada piena di creatività che porta ad avvicinare i bambini al mondo dell’arte attraverso un percorso educativo unico incentrato sull’educazione alla bellezza in tutte le sue sfumature artistiche e concettuali che coinvolge il pensiero, l’osservazione e la riflessione, un’idea di insegnamento e apprendimento nella quale il bambino è protagonista entusiasta e attivo. Questa strada che ogni bimbo dovrebbe intraprendere si chiama Baby Caring a Milano in via San Calocero,16.

Si apre il portone di uno spazio che aspira ad insegnare l’arte ai bambini attraverso un percorso di crescita incentrato sulla bellezza e sull’educazione all’arte. Si apre il portone del primo Children Innovation Lab a sostegno del work-life balance della famiglia. Aperto tutto l’anno, 7 giorni su 7. Non è meraviglioso?

BABY CARING: CHI SEMINA IDEE, RACCOGLIE CERTEZZE E’ questa la filosofia alla base di Baby Caring, asilo nido bilingue e insieme centro di esperienza ludica che accoglie i bambini dagli 1 ai 12 anni oltre che con la tradizionale formula di frequenza annuale, anche con una formula personalizzata e flessibile “a tempo” per una perfetta conciliazione dei tempi/lavoro delle famiglie.

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L’ educazione avviene attraverso la partecipazione quotidiana alle opere d’arte esposte in forma di galleria all’interno della struttura, ma anche attraverso laboratori ideati e curati da artisti di fama internazionale con l’obiettivo di educare all’arte per creare arte. Tra le opere esposte c’è ad esempio “Beautiful mind” di Paolo De Cuarto, un’opera che ricorda una vecchia pubblicità dell’Olivetti che aiuta i bambini a scoprire la fisicità e la bellezza dei numeri.
E sempre Paolo de Cuarto propone il laboratorio in cui i bambini seguono gli insegnamenti dell’artista sporcandosi le mani su una tela ricoperta di intonaco, per dar vita ad un’opera d’arte libera da vincoli accademici, dove il sole può essere di tutti i colori e la matita si impugna come si vuole. O il laboratorio Micro-Memory curato dall’artista armena Liana Ghukasyan dove i bambini sono stimolati a creare immagini a tema su una carta creata in laboratorio per dar vita a piccoli libri d’artista.
I piccoli del Baby Caring possono non solo osservare l’arte ogni giorno attraverso opere d’arte e design messe in mostra ma anche produrre arte grazie ai laboratori tenuti da artisti internazionali.

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Ma ce di più! Baby Caring, propone una metodologia pedagogica innovativa ispirata alle Intelligenze multiple di Gardner, calibrata su un tempo minimo di permanenza (due ore), dove i piccoli ospiti potranno sperimentare i diversi linguaggi dell’arte, della musica e del teatro attraverso atelier dedicati e coltivare i valori della bellezza, della cultura eco-sostenibile e della progettualità. Una didattica innovativa dove nuove tecnologie e apprendimento si fondono e favoriscono, attraverso i multimedia e la robotica, esperienze ludiche per disegnare, comporre musica, progettare immagini e creare storie. Caratterizzano l’offerta alle famiglie, un’attenzione all’attività di orto didattico, una superficie di circa 400 mq dotata di un sistema di videosorveglianza interno ed esterno dove anche gli arredi sono parte integrante dell’esperienza ludica e formativa, caratterizzati dall’identità dei materiali e dalla simbologia delle strutture, studiati in esclusiva da Atelier Forte.

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Baby Caring nasce all’interno della Fondazione Mantegazza in Via Calocero 16 a Milano, dove Laura Solera Mantegazza aprì, prima in Italia, il suo asilo nido nel 1850 con la finalità di aiutare le donne lavoratrici a non abbandonare i propri figli.

Lo spazio del Baby Caring aveva già aperto le sue porte durante l’edizione passata della Milano design Week, promuovendo laboratori per bambini con artisti internazionali, per far conoscere gli spazi, la metodologia dell’insegnamento, le opere che ne fanno da cornice e da arredo.
Spero che sia l’inizio questo di un progetto moltiplicativo, che possa coinvolgere altre città, con asili che insegnino la bellezza dell’arte, per stimolare la curiosità dei bambini, portatori inestimabili di fantasia, estrosità, immaginazione, purezza.

Il guardaroba dei bambini che stimola l’indipendenza. Minimal e funzionale.

Avanza sempre di più la ricerca di prodotti pensati per i bambini che ne stimolino l’indipendenza e l’autonomia.
Anche il guardaroba si affaccia al mondo bimbo e lo fa in veste minimal e funzionale sviluppandone la fantasia e l’indipendenza. Si adatta al loro “piccolo” mondo per le dimensioni e per la capacità di organizzare il loro abbigliamento in totale autonomia.

Non sono solo dei semplici appendiabiti o appendini che si attaccano al muro, all’altezza giusta. Questi prodotti coinvolgimento i bambini per avvicinarli ad una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità.
Si può fare da soli! I bambini si gratificano nell’aiutare la mamma e il papà, ne imitano gli atteggiamenti, in casa si immedesimano nel modello che hanno di fronte. Quante volte vi è capitato di vedere il vostro bambino affaccendato tra le padelle in cucina o con in mano la scopa per spazzare briciole quasi inesistenti?

Allora ecco che i brand pensano anche all’organizzazione dell’abbigliamento. Tutti i giorni ci spogliamo e ci rivestiamo e mettiamo i nostri abiti nell’armadio o nel cesto della roba sporca e loro ci osservano.
Guardiamo da vicino quali sono le appenderie più stimolanti, dalla versione più dinamica a quella più classica.

Ci sono quelli che si devono costruire con la collaborazione di tutta la famiglia. E’ necessario infatti raccogliere i bastoni per farne appenderia per zaini, giacche e felpe. L’armadio per bambini “StammSitz” e “StammPlatz” by Fnurst Furniture è completato dopo aver trovato e raccolto bastoncini nei boschi. Il guardaroba chiama ad andare all’aria aperta! Un prodotto che unisce il design moderno alla ricerca di materiali naturali sporcandosi tra boschi fangosi.

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Lineare e ben strutturato per scuotere la fantasia dei bambini è il guardaroba by Prinzenkinder in versione white. Lo smerlo appenderia propone svariate possibilità di gioco perchè ricorda il castello di un re. La messa in ordine risulterà senza dubbio piacevole anche ai più svogliati. Nel ripiano basso si posizionano le scarpe, tra i buchi si appende lo zainetto e nel punto più alto il cappottino.

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Oliver furniture, brand danese dal gusto decisamente più classico, opta per una versione basic ma anche essa stimolante per i bambini. Posizionato nella cameretta può essere un ottimo spazio dove appendere travestimenti come gli abiti da super eroi preferiti o il tutù più prezioso.

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In versione classica anche quello di Chilhome ma con uno stile che richiama la tenda degli indiani per piccoli appassionati di archi e fortini.

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