Natale, tre film per tutta la famiglia.

Non so voi ma io ho un paio di film preferiti da guardare in famiglia…sopratutto durante le vacanze di Natale, e ognuno ha il suo perchè.

C’è quello che sa d’inverno, di coperta di lana pesante sotto la quale rannicchiarsi e stringersi al buio di un pomeriggio domenicale inoltrato. Quello che mi ricorda la mia infanzia, che ricorda i miei natali di bambina, la mia nonna, e le emozioni che provavo e che sentivo e che ogni volta che lo guardo sento ancora oggi! Sarà perchè mi piace guardare indietro (chi mi legge oramai lo sa bene), mi piace chiudere gli occhi e vedermi lì sul divano dei miei appoggiata alla spalla della mamma mentre lei sbuccia una mela rossa farinosa per me! Poi c’è il film che avrei invece dovuto vedere nella mia fase adolescenziale per non farmi carico di sconfitte e delusioni a cui ho sempre dato troppo peso, il film capace di farti vivere di speranza e di leggerezza anche nelle difficoltà della vita.

Ci sono dei film che per me non passano mai di moda, che sono un evergreen e sono quelli come Dirty Dancing o La febbre del sabato sera o Foot loose che nella fase della ragazzina scalpitante passano il traguardo con una medaglia d’oro. Film che sicuramente conquisteranno anche le mie bambine; sono quei film da vedere tra amiche, chiuse in camera a sognare su amori e batticuori, forse su questo un giorno ci sarà un post?

Una cosa mi fa sorridere, che il film che io adoravo da bambina è oggi il preferito delle mie due femminucce di casa.
Lo hanno scoperto l’anno scorso quando tra indecisioni varie e le classiche liti tra fratelli sul genere da vedere e sulla scelta del film ho proposto Tutti Insieme Appassionatamente ” Tutti insieme appassionatamente. Ne è rimasto colpito anche Greg, l’ometto di casa che alla scena della fuga della famiglia Von Trapp si è rannicchiato sul babbo sperando in un lieto fine.

Ancora non abbiamo avuto modo di vederlo noi tre da sole, aspettano anche loro quel momento nostro. Mangiare davanti alla tv, fare “situazione cinema” come capita spesso il fine settimana, cantare le canzoni che già hanno imparato, mimare due o tre passaggi del film, insomma essere noi tre e condividere qualcosa che ci accomuna. Rende felici loro e anche me!

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Film buonista e con un po’ troppe canzoni è tra quelli che per me non passano mai dal dimenticatoio dei film. I costumi, i paesaggi austriaci meravigliosi, la matrigna antipatica (effettivamente nei film una matrigna simpatica non esiste mai), la più piccola dei fratelli che è dolce come lo zucchero come dice Nina…le canzoni, e una Julie Andrews meravigliosa. Un insieme di cose che rendono il film perfetto per la stagione invernale e per ogni Natale, anno dopo anno.

Altro film che suggerisco è Polar Express  Polar Express, nasce come romanzo nel 1985 trasformato in film nel 2004.
Piace molto ai bambini e a chi come me non smette di sognare. Credere nei sogni e nella magia del Natale, credere ancora a Babbo Natale e alla sua capacità di unire tutti quanti in ogni parte del mondo in una notte sola, è la forza di questo film. Perché i sogni non devono smettere mai!
Due sono le frasi di POlar express da tener sempre in testa:

“A volte basta vedere per credere; altre volte invece le cose più reali di questo mondo sono le cose che non si vedono”.

“Un tempo quasi tutti i miei amici udivano la campanella, ma col passare degli anni divenne muta per tutti loro. Anche Sara un Natale scoprì di non riuscire più a sentire quel dolce suono. Sebbene adulto, la campanella ancora suona per me e per tutti coloro che sinceramente credono” Io faccio parte di quella categoria di adulti che alla campanella ci crede ancora e che ogni anno la sente suonare sempre!
E’ un film questo per chi non sa orientarsi nello spirito natalizio e per chi comincia a tentennare sulla veridicità di Babbo Natale. L’anno scorso, per ribadire il concetto che anche noi grandi crediamo in lui e nei sogni ho preso una campanellina da una decorazione dell’albero, l’ ho fatta suonare e ho chiesto se c’era qualcuno che non la sentiva… Non potete immaginare l’entusiasmo nel dire: “La sentoooooo!”.
Ah è possibile acquistare la campanella della renna Polar Express Bell” qui, lo trovo un regalo carino da fare a chi perde le speranze nella magia del Natale, anche ad un adulto come messaggio di non smettere mai di credere nei sogni!

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Altro film a cui tengo molto appartiene al grande regista giapponese Miyazaki. Si tratta di Il mio vicino Totoro” “Il mio vicino Totoro”.
Un omaggio alla natura e al suo rispetto che fa sognare ad occhi aperti grandi e bambini.
In questo film d’animazione il messaggio è chiaro: dobbiamo darci la possibilità di vivere esperienze positive anche se ciò che dobbiamo affrontare è difficile e traumatico. Le paure e le difficoltà che stanno alla base del film non sono quelle di una lotta contro il male inteso come mostro o personaggio armato ma stanno nel cercare di sconfiggere la malattia della mamma delle due piccole protagoniste. I cuori puri delle due piccole bambine ci portano a vivere di speranza, ad essere sempre ottimisti e ad essere complici e amici della natura che ci sta intorno.

Tutti abbiamo la possibilità di sognare e di creare un mondo come più ci piace dove tutto è avventura e felicità e dove, anche nel dramma, niente viene preso seriamente, cosa che dobbiamo imparare dai bambini. Non pesiamo un evento negativo ancora più di quanto non lo sia già, e non prendiamo sempre tutto così sul serio, viviamo di fantasia e leggerezza e facciamo un po’ come ci insegna il nostro amico Totoro, strano animale grosso e tanto buffo che crea divertimento e gioia ovunque. La felicità sta nel ridere, nel diffondere gioia e felicità a chi ci sta vicino ma anche a chi non conosciamo; ridere fa bene si sa e Totoro ne è un esempio per tutti.

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Ho voluto condividere con voi tre film che a me stanno a cuore particolarmente. Il primo perchè è un film di successo, un musical che ha vinto ben cinque Oscar e che mi ricorda la mia infanzia; Polar express perchè oltre ad essere unico nel suo genere (animazione digitalizzata in 3D ma con l’ausilio di attori in carne ed ossa Cit. Wikipedia) porta con sé lo spirito del Natale e il messaggio di credere nei sogni. Totoro perchè oltre ad essere un film di Miyazaki ci insegna a vivere di speranza e a non perderla mai, soprattutto con il sorriso!

E voi? Quali film suggerite per questo Natale?

Le stelle speciali di Unduetrestella: Collezione di Stelle (di Natale).

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Le stelle quelle di Unduetrestella sono sempre state un po’ speciali, da quando Paola le ha iniziate a collezionare e a condividere su instagram sotto l’hashtag collezionedistelle. Se andate a curiosare troverete tante forme, oggetti, brillantini, pezzetti di carta, un coriandolo trovato per terra, un fiore o un’arancia tagliata, forme che ricordano stelle, perchè le stelle fanno sognare, le possiamo vedere ovunque, camminando per strada, sugli alberi come foglie appese ad un ramo, in una scritta di un pacchetto di biscotti. Cosa c’è di più bello di vedere oltre le cose reali e di usare l’immaginazione per sognare? La fantasia aiuta a rimanere bambini e i grandi dovrebbero insegnare questo ai bambini, a non perdere la fantasia e a guardare oltre, a guardare il bello delle cose che ci circondano.

Le stelle ci fanno esprimere desideri e tenere il naso all’insu e fantasticare su sogni che un giorno magari si avvereranno. Un cielo stellato è ciò che c’è di più emozionante basta immergersi dentro con la fantasia e volare tra abbracci di stelle e voli vertiginosi.
Le stelle sono speciali e Paola ha ragione. Lo sono anche per me!

Ai miei figli, quando erano più piccolini, ho raccontato la storia che prima di nascere erano stelle e anche quella sul nonno che ci guarda da lassù e la notte la stella di mio papà brilla tantissimo perché vuole darci la buonanotte…
Le stelle sono magiche, sono amiche, dolci compagne di viaggio e di bellissimi libri illustrati.

Paola fa di più oltre a collezionare stelle e a ricordarci che anche noi siamo stati bambini, trasmette con il suo lavoro ciò che di bello c’è sul mercato in termini di arte e design, e con tutto il suo amore per le stelle e conoscenza nel mondo dell’arte crea una collezione di stelle speciale che diventano un calendario dell’avvento: Collezione di stelle (di Natale).

Designer e illustratori partecipano con entusiasmo a questo progetto e creano così 24 stelle, l’una diversa dall’altra, alcune sono in gruppo, altre hanno occhi e bocca, una scia luminosa, alcune sembrano parlare, altre sembrano cadenti e tutte insieme sono meravigliose!

Tante stelle da colorare e da personalizzare dunque, in un’edizione limitata (1/100) in vendita online da UnduetrestellaSTORE e presso il negozio di Milano in via G.B. Vico, 1.

C’è di più però, Unduetrestella ha voluto condividere la sua bellissima Collezione di stelle (di Natale) con i piccoli pazienti che capiteranno, purtroppo, al Pronto Soccorso Pediatrico della Clinica De Marchi di Milano. Un gesto dolcissimo per sognare sempre anche nei momenti più difficili!

Dall’1 dicembre c’è una una stella, sempre diversa, disegnata da artisti, illustratori, e designer, per tutti i bambini ma anche per gli adulti che hanno voglia di sognare e di trasformarsi in piccoli creativi.

Collezione di stelle (di Natale) sono di:✨
Alicucio, ⭐Bumoon, ⭐Pierluigi Calignano, ⭐Martine Camillieri, ⭐Martina Della Valle,
Fam Fara, ⭐Dossofiorito, ⭐Fabulous Goose, ⭐Furf Design studio, ⭐Io kids design,
Melina for kids, ⭐Nobody&co., ⭐Luca Paulli, ⭐Paola Pezza, ⭐Puella, ⭐Alex Raso,
Studio delle Alpi, ⭐Toctoc Lab, ⭐Flaminia Veronesi

Toccare il cielo con un dito. La Cava delle Cervaiole.

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“Deciso bambini, domani andiamo sulle Apuane a vedere una cava di marmo”.
Sono delle occasioni da prendere al volo. Grazie a mia cugina e a suo marito ci siamo uniti in questa gita davvero magica.

L’unico entusiasmo prima della partenza è stato quello di Nina che subito afferma: “Andiamo su quelle montagne che si vedono dal mare?”

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Quest’estate mi aveva chiesto:” mamma ma lassù quella è neve?” Stessa domanda fatta anche da Gregorio e da me anni e anni fa a mia madre. Sempre la stessa risposta: “No amore, è marmo” con conseguente basica spiegazione sulle cave e di quando in gita con la scuola siamo stati a visitarne una e poi a casa nostra a fare un bel pranzo. Ero piccola, in terza elementare, della cava non ricordavo niente, della festa a casa tutto!

Siamo arrivati lassù in cima alle montagne delle Apuane, quella cava che dal mare della Versilia si vede come se fosse neve che da bambina anche io immaginavo. Lassù la cava delle Cervaiole (foto qui)dove si racconta che Michelangelo si innamorò di quel marmo che scelse per le sue opere. Un luogo surreale composto da geometrie di tagli inimmaginabili, dove è facile provare quella sensazione di toccare il cielo con un dito e poi guardare giù e sentirsi piccoli piccoli in confronto alla magnificenza della natura.

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Un panorama da togliere il fiato, le montagne disegnate più basse di noi e il paesaggio a perdi fiato mi hanno fatto sentire come un gigante che a saltelli passa tra una montagna e l’altra come fanno i bambini quando si perdono tra gli scogli in cerca di tesori.

Un tesoro l’abbiamo trovato, un luogo magico, una montagna marmorea fatta di venature, di sassi, di lastroni lisci e piatti che l’uomo nel tempo ha levigato, tagliato. Si è avvolti e circondati da una luce splendente quasi accecante che si riflette sul candore della montagna. Sembra a volte neve ed è un paradiso. E se ripenso a noi sospesi in quella dimensione surreale potrei dire che in Paradiso io ci sono stata!

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Abbiamo incontrato persone che lavorano nella cava e con grande entusiasmo e passione ci hanno raccontato come avviene il lavoro di estrazione del marmo, i macchinari che utilizzano per tagliarlo, il tempo impiegato per estrarlo, le difficoltà e i pericoli che ci sono ogni giorno.

Consiglio vivamente una gita tra le cave e poi un pranzetto in trattoria tra i paesini pittoreschi delle Apuane.

Ci sono dei tour organizzati li trovate Qui e qui per visitare alcune cave sparse sulle Apuane.

Il guardaroba dei bambini che stimola l’indipendenza. Minimal e funzionale.

Avanza sempre di più la ricerca di prodotti pensati per i bambini che ne stimolino l’indipendenza e l’autonomia.
Anche il guardaroba si affaccia al mondo bimbo e lo fa in veste minimal e funzionale sviluppandone la fantasia e l’indipendenza. Si adatta al loro “piccolo” mondo per le dimensioni e per la capacità di organizzare il loro abbigliamento in totale autonomia.

Non sono solo dei semplici appendiabiti o appendini che si attaccano al muro, all’altezza giusta. Questi prodotti coinvolgimento i bambini per avvicinarli ad una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità.
Si può fare da soli! I bambini si gratificano nell’aiutare la mamma e il papà, ne imitano gli atteggiamenti, in casa si immedesimano nel modello che hanno di fronte. Quante volte vi è capitato di vedere il vostro bambino affaccendato tra le padelle in cucina o con in mano la scopa per spazzare briciole quasi inesistenti?

Allora ecco che i brand pensano anche all’organizzazione dell’abbigliamento. Tutti i giorni ci spogliamo e ci rivestiamo e mettiamo i nostri abiti nell’armadio o nel cesto della roba sporca e loro ci osservano.
Guardiamo da vicino quali sono le appenderie più stimolanti, dalla versione più dinamica a quella più classica.

Ci sono quelli che si devono costruire con la collaborazione di tutta la famiglia. E’ necessario infatti raccogliere i bastoni per farne appenderia per zaini, giacche e felpe. L’armadio per bambini “StammSitz” e “StammPlatz” by Fnurst Furniture è completato dopo aver trovato e raccolto bastoncini nei boschi. Il guardaroba chiama ad andare all’aria aperta! Un prodotto che unisce il design moderno alla ricerca di materiali naturali sporcandosi tra boschi fangosi.

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Lineare e ben strutturato per scuotere la fantasia dei bambini è il guardaroba by Prinzenkinder in versione white. Lo smerlo appenderia propone svariate possibilità di gioco perchè ricorda il castello di un re. La messa in ordine risulterà senza dubbio piacevole anche ai più svogliati. Nel ripiano basso si posizionano le scarpe, tra i buchi si appende lo zainetto e nel punto più alto il cappottino.

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Oliver furniture, brand danese dal gusto decisamente più classico, opta per una versione basic ma anche essa stimolante per i bambini. Posizionato nella cameretta può essere un ottimo spazio dove appendere travestimenti come gli abiti da super eroi preferiti o il tutù più prezioso.

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In versione classica anche quello di Chilhome ma con uno stile che richiama la tenda degli indiani per piccoli appassionati di archi e fortini.

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Educare all’alimentazione: scuola e famiglia a confronto.

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Ce ne sono davvero tante di idee, progetti, prodotti, installazioni, giochi in questa Milano design week 2017 a prova di bimbo, e tra tutto quello che bolle nel pentolone del design for kids c’è un prodotto che ha colpito subito la mia attenzione perché parla ai bambini, attraverso il gioco, di alimentazione, di educazione alimentare, coinvolgendo tutta la famiglia in un’esperienza culinaria divertente e collaborativa. Si chiama KochLust ideato dalla designer Julia Frost e lo presenta a f i l i in Ventura Lambrate dal 4 al 9 Aprile.

Giocare creando ricette più o meno appetitose maneggiando verdure e alimenti che forse i bambini amano poco o che magari trovano disgustosi ma che se manipolati e cucinati dai più piccoli insieme ai grandi forse possono suscitare curiosità, e la curiosità porta ad assaggiare, a capire e a non sprecare.

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Un gioco che presenta tessere di legno pieghevole, illustrate in modo semplice dalla designer, che ha voluto con pochi e lineari tratti suscitare la curiosità dei bambini spronandoli a fare come i grandi. Eh già, perché con questo gioco i bambini aiutano in cucina, tagliano la verdura, mettono la pasta a cuocere, condiscono con olio e sale, utilizzano a volte le stesse verdure per cucinare piatti differenti, diventano consapevoli di cosa vuol dire stare ai fornelli, di cosa vuol dire preparare da mangiare, il tempo che ci vuole, il non sprecare, l’assaggiare.

Ma perchè mi preme così tanto parlare di questo gioco?

Non so se molti sanno cosa sta accadendo a Firenze, una lotta da parte di mamme verso la scuola che riguarda la mensa scolastica. Ovvero un gruppo di mamme si è completamente scagliata verso l’assessore all’educazione di Firenze Cristina Giachi, in difesa dei “diritti alimentari” dei propri figli…
No ma dico io, stiamo scherzando?
La mia generazione e quelle prima sono cresciute a tirate di orecchie se a mensa non mangiavamo tutto. E adesso che sono grande lo posso ammettere, arrotolavo qualche avanzo di cibo nel tovagliolo e a volte guarda caso cadeva sotto il tavolo, io che mangiavo solo pasta in bianco praticamente. I miei sapevano che per me era difficile mangiare a scuola ma non si è mai visto uno dei miei genitore che andasse a scuola a discutere sul menù della mensa, additando i responsabili e coinvolgendo forze politiche che si fanno portavoce solo per raccattare qualche voto. Eh, mi dispiace, ma io trovo tutto molto surreale: questo fatto di proteggere i propri figli da qualsiasi cosa, adesso anche dal cibo.
Educhiamoli invece di proteggerli sempre.
La scuola credo che dovrebbe fare anche questo, educare all’alimentazione, al non sprecare, al gustare cibi diversi da quelli che solitamente vengono considerati “per bambini”.

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Quindi da un lato ci sono le mamme che sono contro la somministrazione di cibi non graditi ai bambini e questi si ritrovano a tornare a casa da scuola digiuni. Capisco che la quinoa, come il polpettone agli spinaci non piaccia alla maggioranza dei bambini, ma mi chiedo se non siamo noi genitori ad aver sbagliato l’approccio figli/cibo facendoli vivere in un loro preciso e catalogato mondo alimentare invece di sperimentare e conoscere altre culture e cibi dai colori più svariati.
Dall’altro lato abbiamo la scuola e i suoi rappresentati che, alle richieste dell’anno passato di genitori sul cambiare il menù scolastico con raccolta firme al seguito, hanno cambiato il menù della mensa in base a tabelle alimentari di cui si occupa il Ministero della Sanità, ma che ahimè quest’anno non ha trovato feedback positivo.

Certo che seguire il metodo del Dott.Franco Berrino, medico e scrittore di libri sul rapporto cancro e alimentazione, non è facile in una società che propone schifezze piene di zucchero e alimenti super raffinati che si trovano ai supermercati e che nella fretta della vita quotidiana acquistiamo per comodità. Ma sostenere che è un’ideologia il ridurre dal menu la carne rossa è troppo. Ci sono degli studi dietro, tabelle alimentari nutrizionali, e lo studio dell’Istituto dei Tumori che sostiene che la carne rossa sia una delle principali cause del tumore all’intestino. Non sono vegetariana, ma cerco di evitare un eccessivo consumo di alcuni alimenti, a favore di prodotti più sani, ma meno kids friendly, come verdura, legumi e cereali. Purtroppo a casa devo lottare con chi è amante della bistecca alla fiorentina!
Se a scuola la carne rossa viene data meno, cucinategliela a casa!

Mi metto tra quelle persone con figli che ogni tanto comprano la merendina, sto attenta agli ingredienti e quando posso prendo quelle del supermercato bio; non faccio assaggiare tutto ai bambini e capita che alla prima faccia disgustata di fronte ad una minestra di verdure a pezzi non insiste troppo sul dover assaggiare per forza, e per non sentire urla o lamentele frulla la verdura facendone una vellutata prelibata che diventa graditissima. Poi ci si mette il marito che no, si assaggia tutto, lui che se non finiva i fagiolini a cena mia suocera glieli dava a colazione. Faccio parte di quelle mamme che cucina cosa piace ai figli, ma che prova anche a spiegare da dove viene il cous cous o la quinoa, che finalmente a casa mangiano anche grazie al menu di scuola. Penso che di fame i nostri figli non moriranno di certo, ma diventeranno schifittosi, viziati, e protetti da e per qualsiasi cosa. Mi spiace.
Unico punto che a me preme su tutta questa vicenda è lo spreco di cibo, a quello non ci sto. So che le autorità competenti e in particolare il Comune si sta adoperando alla ricerca di destinare ciò che avanza a chi ne necessita.
Dobbiamo ritenerci fortunati se la mensa pubblica ci offre un menù vario e sano, è uno dei motivi, forse ormai uno dei pochi, per il quale sono felice di essere tornata a vivere in Italia.

Mamme non nascondiamoci dietro il problema dello spreco per chiedere un cibo più facile per i nostri figli, non dobbiamo solo sfamarli, dobbiamo, e qui l’attuale menù ci aiuta, educarli!